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Lila Catania

DIPENDENZE, sperimentare nuovi sguardi

18 Aprile 2014 by Lila Catania

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Lunedì 14 aprile al teatro Piscator, la Lila di Catania si è fatta promotrice di un dibattito per ragionare e confrontarsi sul fenomeno delle dipendenze, provando a mettere a fuoco gli aspetti legislativi, legali, clinico-terapeutici e sociali con l’intento di individuare possibili strade innovative ed efficaci per affrontare un tema che incide fortemente sulle vite delle persone, sui territori e sull’economia del paese.

Sono intervenuti:
– On. Daniele Farina (parlamentare alla Camera dei Deputati di Sinistra Ecologia e Libertà, primo firmatario della proposta di legge per la modifica del Testo Unico sugli stupefacenti)
– Prof. Cecco Bellosi (Responsabile Educativo dell’Associazione Comunità il Gabbiano Onlus, nonché membro del direttivo del CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza)
– Dott. Sergio Cuzzocrea (Psichiatra e psicoterapeuta, supervisore delle comunità terapeutiche Progetto Sud Calabria)
– Prof. Luciano Nigro (infettivologo, Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania, Presidente della LILA Catania Onlus)
– Dott. Paolo Castorina (medico, responsabile Ser.T Catania 1)

Coordinatore: Toy Racchetti (giornalista e operatore sociale LILA Catania Onlus)

Leggi la notizia su Argo Catania

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Opponiamoci alla chiusura dell’Unità di Medicina Tropicale dell’Azienda Ospedaliera “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania

30 Marzo 2014 by Lila Catania

Primi firmatari: Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS – Catania, Rete Antirazzista – Catania, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Catania, La Città Felice – Catania, Associazione ASTRA –Caltagirone, COBAS Scuola – Catania, Azione Civile – Catania, seguono 98 firme.articolo2

Le firme si continuano a raccogliere presso la sede della LILA in via Finocchiaro Aprile 160, Catania.

In questo periodo, di grave tensione internazionale e di capovolgimenti di governi nell’area del mediterraneo, caratterizzati da ribellioni proteste e guerre, e da un aumento del numero dei profughi e dei migranti, in un momento, dove apertissimo è il dibattito nel paese su come affrontare l’emergenza profughi ed immigrati e su come predisporre l’accoglienza, sociale e sanitaria, da rivolgere a queste persone, in Sicilia, ed in particolare a Catania, la Direzione Generale e Sanitaria della “Azienda Policlinico e Vittorio Emanuele” e l’Ateneo di Catania, nel 2012, hanno deciso di sopprimere la storica Unità di Medicina Tropicale, da anni presente sul nostro territorio.

In epoca di globalizzazione, le Aziende Sanitarie, così come accade in altre città italiane, non possono delegare ad altri il  confronto con le nuove problematiche e dovrebbero invece interfacciarsi con i processi multi- ed interculturali che, inevitabilmente, mettono alla prova ed esaltano il livello di civiltà e di umanità della professione medica. E gli Atenei, così come accade in altre città italiane, dovrebbero sperimentare e consolidare, esperienze qualificanti di cooperazione decentrata in partenariato con  Organismi non Governativi Territoriali e con Agenzie Internazionali di Cooperazione allo Sviluppo.

In questi Aziende Ospedaliere ed in questi Atenei, infatti, le Unità di Medicina Tropicale vantano ricche esperienze di realizzazione di progetti nei Paesi in via di sviluppo, svolti in autonomia o in collaborazione con le Autorità sanitarie locali e con le Agenzie italiane ed internazionali. A tali attività di Cooperazione, si affiancano numerose iniziative didattiche inserite in contesti nazionali ed internazionali.

Infine vogliamo ricordare che nel 1990, anno di istituzione dell’Unità di Medicina Tropicale, è stata siglata una convenzione tra l’Ateneo di Catania, la Caritas diocesana di Catania, con delibera del consiglio di Amministrazione del 28-2-1990, dove l’Università e per suo tramite l’Unità di Medicina Tropicale si fa carico dell’assistenza medica degli immigrati; la convezione a meno di disdetta si intende tacitamente rinnovata di anno in anno. Dal 1990 l’Unità di Medicina Tropicale garantisce, fra l’altro, l’assistenza di medicina generale e di malattie infettive e tropicale agli immigrati.

Sulla base di queste premesse i primi firmatari di questo esposto segnalano  la necessità e l’importanza di mantenere attiva, dotata di sufficienti risorse, l’Unità Operativa Complessa di Medicina Tropicale, dell’Azienda Ospedaliera “V. Emanuele Policlinico di Catania”, la cui sopravvivenza appare al momento indispensabile alle necessità attuali ed hanno inviato al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria “Policlinico – Vittorio Emanuele” al Magnifico Rettore dell’Ateneo di Catania, al Ministero della Salute, all’Assessorato Regionale alla Salute, alla Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati, alla Commissione Servizi sociali e sanitari della Regione Sicilia, alle organizzazioni Sindacali, ai Partiti Politici ed agli Organi di Stampa un parere pro-veritate redatto dallo studio legale “Giurdanella e Partners” sulla legittimità della chiusura.

L’Unità di Medicina Tropicale, se dotata di sufficienti risorse, è in grado di svolgere e fornire fra l’altro:

  • degenza altamente specializzata per patologie tropicali, includendo la tubercolosi e le infezioni a trasmissione sessuale per soggetti migranti e viaggiatori;
  • ambulatorio per gli stranieri per le prestazioni sanitarie di base e specialistiche di primo livello;
  • servizio di parassitologia la diagnosi microscopica delle malattie tropicali e parassitarie e gli  ambulatori.;
  • ambulatorio per la prevenzione diagnosi e cura della tubercolosi;
  • ambulatorio per i viaggiatori per la consulenza preparatoria al viaggio (turismo, lavoro, volontariato)
  • consulenza diagnosi e cura al rientro dal viaggio; ambulatorio per il viaggiatore internazionale per le esigenze sanitarie che possono presentarsi al turista nel corso del soggiorno;
  • ambulatorio per la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie a trasmissione sessuale rivolta a tutti i cittadini, italiani e immigrati;
  • compiti di informazione per la profilassi delle patologie del viaggiatore e di prevenzione, diagnosi e cura per le persone migranti promuovendo programmi di collaborazione con le agenzie pubbliche e del terzo settore (ONG, Associazioni di volontariato) del territorio

In conclusione i primi firmatari dell’esposto chiedono alle Autorità competente di riattivare e di dotare di personale idoneo e di strutture adeguate l’Unità di Medicina Tropicale, a beneficio non solo di un’ampia fascia di persone altrimenti negletta ma della comunità tutta.

articolo1

Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS – Catania, Rete Antirazzista – Catania, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Catania, La Città Felice – Catania, Associazione ASTRA –Caltagirone, COBAS Scuola – Catania, Azione Civile – Catania, seguono 98 firme.

Le firme si continuano a raccogliere presso la sede della LILA in via Finocchiaro Aprile 160, Catania

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Crisi economica e HIV: il caso della Grecia

30 Marzo 2014 by Lila Catania

Di Enrico Tagliaferri, da Salute Internazionale del 12-3-2014

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Esiste ormai un’ampia evidenza scientifica, se ce ne fosse bisogno, degli
effetti della crisi economica sulla salute, ma se l’impatto sulle malattie
psichiatriche e cardiovascolari è più noto, meno chiaro è quello sulle infezioni.
In questo senso è paradigmatico quello che è successo ad Atene. In
Grecia, dal 2002 al 2010 sono stati registrati dagli 11 ai 19 nuovi casi di infezione da HIV tra i tossicodipendenti, il 2-4% di tutti i casi. Nel 2011 i casi tra i tossicodipendenti sono arrivati a 260, il 27% di tutti i casi, e nel 2012 sono ulteriormente aumentati a 522, 44% di tutti i casi. I casi erano in massima part e concentrati ad Atene, maschi e di nazionalità greca per più dell’80%. Le analisi di epidemiologia molecolare hanno dimostrato che i ceppi circolanti tra i tossicodipendenti avevano caratteristiche diverse da quelli circolanti nella popolazione generale, confermando la trasmissione all’interno di questo gruppo.
Si tratta di un fenomeno assolutamente in controtendenza rispetto a
quanto osservato globalmente nell’epidemiologia dell’HIV, come nel
nostro paese, dove lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti è una via di trasmissione sempre meno import ante rispetto alla trasmissione sessuale.
L’epidemia è stata messa in relazione con la riduzione del prodotto interno
lordo della Grecia, la perdita del lavoro e della casa tra i tossicodipendenti. In Grecia nello stesso periodo è stato registrato anche un aumento
dell’incidenza dell’infezione da HCV tra i vecchi e i nuovi tossicodipendenti, ad ulteriore dimostrazione di una maggior diffusione di pratiche iniettive a rischio: più frequente condivisione del materiale per l’iniezione o condivisione con un maggior numero di persone.

http://www.saluteinternazionale.info/2014/03/crisi-economica-e-hiv-il-caso-della-grecia/

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Tre milioni di persone “perdute”

30 Marzo 2014 by Lila Catania

La tubercolosi è una malattia curabile, ma gli sforzi per trovare, curare e guarire le persone malate non sono sufficienti a raggiungerle.

Dei nove milioni di persone che ogni anno si ammalano di tubercolosi un terzo non è intercettato dalle strutture sanitarie.

tubercolosi

La maggior parte di questi tre milioni vive nei paesi più poveri, nelle comunità più vulnerabili e include gruppi come i migranti, minatori, consumatori di sostanze e sex worker.

Noi crediamo che nessuno si debba tirare indietro nella lotta contro la tubercolosi. Nel “World TB Day”, noi dichiariamo che bisogna fare qualunque sforzo per trovare, curare e guarire le persone ”perdute” e di accelerare il lavoro per giungere a zero morti e infezioni ed alla fine dello stigma dovuti alla tubercolosi.

Per raggiungere le persone “perdute” è necessario implementare in maniera aggressive I programmi per la tubercolosi ed assicurare l’accesso ai servizi ed al trattamento a tutti, specialmente ai gruppi vulnerabili e a chi vive nelle zone dove la diffusione è più alta.

È necessario investire nella ricerca di base e nella ricerca per lo sviluppo di nuovi strumenti , diagnostici, farmaci, vaccine, che ci permettano di raggiungere più velocemente e facilmente le persone trattarle rapidamente e prevenire che sviluppino la tubercolosi.

Se avremo successo, saremo in grado di raggiungere il “Millennium Development Goals” e di cominciare a parlare realisticamente di tentare di eliminare la tubercolosi nei prossimi venti anni.

http://www.stoptb.org/events/world_tb_day/2014/

http://www.cdc.gov/TB/events/WorldTBDay/default.htm

http://www.who.int/campaigns/tb-day/2014/event/en/

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La Lila Catania organizza dei corsi di informazione e formazione rivolti ai propri volontari

20 Marzo 2014 by Lila Catania

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La Lila per il 2014 organizza dei corsi di informazione e formazione rivolti ai propri volontari presso la propria sede in via Finocchiaro Aprile 160. Gli appuntamenti si terranno dalle ore 16.30 alle ore 19:30.

Il primo appuntamento è mercoledì 26 marzo
Terapia antiretrovirale e prospettive future, Dott. Rosario La Rosa
Reazioni avverse e tossicità dei farmaci, Dott.ssa Roberta Musumeci
Interazioni tra farmaci antiretrovirali e altri farmaci e/o sostanze psicoattive, Dott. Andrea Navarria

Il secondo appuntamento è venerdì 4 aprile
Counselling, Dott. Jerry Lanzafame – Dott.ssa Tiziana Lazzaro

Il terzo appuntamento è venerdì 11 aprile
Sostanze stupefacenti e tecniche di riduzione del danno, Toy Racchetti
Uso medico della cannabis, Avv. Stefano Troni

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Domus, progetto di ricerca sulla fruibilità dell’assistenza sanitaria domiciliare

20 Marzo 2014 by Lila Catania

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Domus è il progetto dell’Università di Catania Dipartimento di Biomedicina Clinica e Molecolare finanziato dal Ministero della Sanità volto al rafforzamento del coinvolgimento dei soggetti del terzo settore riguardo l’accesso all’assistenza domiciliare per le persone ammalate in generale e per le persone affette da AIDS in particolare.

È ufficialmente documentato come un programma adeguato di assistenza domiciliare riduca in maniera notevole il numero dei ricoveri delle persone affette da patologie infettive croniche, con particolare riguardo a quelle affette da AIDS, nonché i costi sanitari inerenti, inoltre le persone avrebbero un netto e deciso miglioramento della qualità della vita.

Il Progetto, che coinvolge la LILA – Lega Italiana Lotta contro l’AIDS di Catania e di altre sedi LILA nazionali, attraverso la elaborazione/somministrazione di un Questionario a operatori sanitari del settore (infettivologi, assistenti sociali e medici di base), vuole indagare quali risorse umane, economiche e culturali sono state impegnate nella implementazione/realizzazione dell’assistenza domiciliare e quali barriere ne limitano invece la promozione.
I dati raccolti saranno analizzati dal Centro Studi Erasmo di Bari e dalla Federconsumatori Catania e divulgati dall’Università di Catania.

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Sulle orme di Don Gallo, nasce il Manifesto di Genova

5 Marzo 2014 by Lila Catania

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A quattordici anni dall’ultima Conferenza Nazionale  sulle droghe tenutasi proprio a Genova nel 2000,  il 28 febbraio e l’1 marzo 2014 esperti, ricercatori, persone che usano sostanze, associazioni nazionali e internazionali e operatori sociali si sono nuovamente riuniti  per confrontare esperienze e  sollecitare il nuovo Governo a politiche alternative a quelle fallimentari proibizioniste che in tanti parti del mondo si stanno ormai superando.

Da queste due giornate di confronto, nasce il Manifesto di Genova per chiedere in cinque punti depenalizzazione, revisioni delle sanzioni, riduzione del danno e una migliore qualità dei servizi di welfare

Questo il testo del Manifesto di Genova.

(http://genova2014.fuoriluogo.it/)

Sulle orme di Don Gallo, quattordici anni dopo l’ultima conferenza nazionale sulle droghe degna di memoria, associazioni, gruppi, operatori, movimenti, persone che usano sostanze e rappresentanti istituzionali impegnati nel contrasto degli effetti nocivi dell’abuso di droghe e della criminalizzazione si sono riuniti a Genova il 28 febbraio e il 1 marzo 2014, con il sostegno e il patrocinio del Comune e della Regione Liguria, per confrontare esperienze e delineare un’alternativa praticabile anche in Italia alle fallimentari politiche proibizioniste in via di superamento in molte parti del mondo.

La Corte costituzionale ha proclamato che la legge Fini-Giovanardi è stato il frutto di un atto illegittimo che ha causato vittime, pene e sofferenze, umane e giuridiche, e che ha contribuito in massima parte al sovraffollamento penitenziario e alla costante violazione dei diritti umani all’interno delle carceri del nostro Paese. Un abuso di potere motivato e sostenuto ideologicamente da una direzione del Dipartimento anti-droga che ha impedito ogni discussione e ogni ripensamento critico delle scelte con essa compiute e ha tentato di soffocare ogni esperienza e ogni pratica alternativa.

Per questo, oltre i suoi contenuti tecnico-giuridici, la sentenza della Consulta ha un valore simbolico immenso: ora anche in Italia è possibile riprendere il percorso per una legge più umana e più giusta che contrasti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma sottragga le persone che usano sostanze alla macchina repressiva e offra loro possibilità di uso consapevole e, quando necessario, di sostegno sociale e sanitario.

  • Con questo spirito e in questa direzione chiediamo innanzitutto al nuovo Governo misure legislative urgenti volte a sanare eventuali e probabili disparità di trattamento tra coloro che sono stati condannati sulla base della incostituzionale legge Fini-Giovanardi. In quella sede dovrà essere anche adeguato il reato di “lieve entità” alla rinnovata distinzione, nel trattamento sanzionatorio, tra cd. “droghe leggere” e cd. “droghe pesanti”, con conseguente ridefinizione dei relativi limiti di pena.
  • Con altrettanta urgenza, chiediamo al Governo il superamento dell’attuale e fallimentare modello autocratico del Dipartimento anti-droga, da sostituirsi con una cabina di regia che veda coinvolti tutti gli enti e tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali, competenti per una nuova politica sulle droghe, ivi comprese le associazioni del privato-sociale e quelle rappresentative delle persone che usano sostanze, i cui saperi e le cui esperienze costituiscono risorse collettive che i policy makers e i servizi rivolti alle dipendenze devono riconoscere e valorizzare. Che si affidi una Delega reale  con l’obiettivo di attuare con urgenza questo cambiamento.

Nella prospettiva di un radicale mutamento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese, a partire dal riconoscimento della soggettività delle persone che usano sostanze e dei loro diritti, proponiamo:

  1. La completa revisione delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative, stabilite dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti. I consumatori devono essere liberati tanto dal rischio di criminalizzazione penale quanto dalla soggezione a un apparato sanzionatorio amministrativo stigmatizzante e invalidante.
  2. La prima modifica in questa direzione non può che essere la compiuta depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo, e della coltivazione domestica di piante di marijuana agli stessi fini.
  3. Chiediamo quindi una compiuta regolamentazione legale della produzione e della circolazione dei derivati della cannabis e della libera coltivazione a uso personale.
  4. Nel quadro della definizione del patto per la salute, delle sue risorse e della sua governance, chiediamo il rilancio dei servizi per le dipendenze e di politiche di “riduzione del danno” finalizzate al benessere delle persone che usano sostanze e alla prevenzione dei rischi connessi all’abuso e alla clandestinità del consumo, a partire dall’analisi delle sostanze e dalla predisposizione di forme e luoghi della loro somministrazione controllata.
  5. In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere dato alla dimensione della qualità della vita nelle città e all’offerta di servizi e di sostegno ai tossicodipendenti in stato di detenzione. Chiediamo quindi che la morsa del patto di stabilità interno, che sta strangolando gli enti locali, sia derogabile nel perseguimento di politiche finalizzate alla tutela dei diritti fondamentali della persona come sono quelle destinate a sostenere i percorsi sociali di inclusione delle persone che usano sostanze.

Chiediamo quindi al Premier, che è già stato ospite della Comunità San Benedetto, di venire a Genova entro i prossimi 30 giorni per ascoltare i rappresentanti delle realtà Pubbliche e del Privato sociale  e delle persone che usano sostanze.

In queste due giornate è stato prodotto confronto, dibattito, e sono state individuate proposte programmatiche e pratiche in gradi di riallinearci alle politiche sui consumi di altri Paesi Europei e Internazionali. Vogliamo illustrarle direttamente al nuovo Presidente del Consiglio.

I promotori delle due giornate di Genova organizzeranno, a partire dal Manifesto di Genova, iniziative di confronto e proposta nei diversi territori del nostro Paese stimolando la modifica di Politiche locali e nazionali e si ritroveranno entro i prossimi 12 mesi per lanciare un nuovo momento Nazionale aperto alla politica e alla Società civile.

I partecipanti alle Giornate di Genova 2014 “Sulle Orme di Don Gallo”

Niente su di noi, senza di noi! (dalla Carta dei Diritti delle persone che usano sostanze Genova 2014)

Genova, 1 Marzo 2014

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Lila Catania incontra gli studenti del liceo Einaudi di Siracusa

18 Febbraio 2014 by Lila Catania

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Il 14 febbraio a Siracusa, presso la cittadella sportiva, si è svolto l’incontro con i numerosi studenti del Liceo Einaudi, voluto dai rappresentanti d’istituto, per confrontarsi sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili, grazie all’intervento di LILA Catania.

Il giorno in cui si festeggiano gli innamorati, LILA Catania, insieme all’associazione Stonewall, celebrano l’importanza di amarsi con responsabilità e senza discriminazione all’orientamento sessuale, rimuovendo gli ostacoli di ordine socio-culturale. Ma, soprattutto, amarsi rispettando il proprio partner e se stessi proteggendosi e proteggendo.

È fondamentale promuovere la formazione e l’informazione nelle scuole, ascoltando chi inizia a scoprire il proprio corpo, chi si approccia alla propria sessualità affinché, uomini e donne del futuro, possano far crollare i pregiudizi e si possa, altresì, ridurre la diffusione delle infezioni a trasmissione sessuale.

Senza paure, senza pregiudizi, senza inganni. Insieme.

Sono intervenute, per Stonewall: la presidente dell’associazione Tiziana Biondi e la giornalista Nadia Germano; per la Lega Italiana Lotta Aids di Catania: Maria Grazia Di Benedetto e Gianmarco Toscano.

Un ringraziamento agli organizzatori dell’iniziativa: Lucy Carpenzano, rappr.della consulta degli studenti; Dario Lukas, presidente della consulta studentesca; Nanni Siracusa e Giuseppe Arria, rappresentanti dell’ist. “Einaudi” di Siracusa.

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Sottoscrivi la Carta di Lampedusa

6 Febbraio 2014 by Lila Catania

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“La Carta di Lampedusa è scritta ed averlo fatto sull’isola non ha solo un valore simbolico. L’atmosfera di questo piccolo scoglio al centro del Mar Mediterraneo ha invaso anche la sala dell’aeroporto dove centinaia di attivisti si sono riuniti domenica mattina per l’assemblea finale che ha chiuso la tre giorni. Volevano respirarne l’aria, parlare con i suoi abitanti, toccarne con mano le contraddizioni e, anche se per poco, vivere la quotidianità di questo posto che, più di ogni altro, racconta gli effetti che i confini sono capaci di produrre sulla vita di tutti. Qui dove i diritti dei rifugiati vengono calpestati per il solo fatto di dovervi passare forzatamente, qui dove i diritti degli abitanti sono confinati ai margini dell’Europa.”

Così ha scritto sul Manifesto del 4 febbraio Riccardo Bottazzo alla fine della  tre giorni sull’isola che ha approvato il testo definitivo della Carta di Lampedusa. Non una proposta di legge, non una semplice richiesta ai governi, ma qualcosa di più. Un patto tra tanti e diversi, un orizzonte da conquistare e da affermare in tanti modi, fin da subito, con iniziative giuridiche, culturali, artistiche, sociali.

Cerchiamo intanto di allargare questo patto. Leggiamo e sottoscriviamo e diffondiamo la Carta di Lampedusa.

http://www.meltingpot.org/Una-Carta-dal-valore-sconfinato.html#.UvJmvHAyJvQ
http://www.meltingpot.org/La-Carta-di-Lampedusa-18912.html#.UvJmMHAyJvR

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Un calendario contro l’Hiv – Lila Catania e il progetto Susy Costanzo

26 Gennaio 2014 by Lila Catania

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Quest’anno il progetto Susy Costanzo compie 10 anni e Lila Catania continua il percorso iniziato in Zimbabwe aprendo il nuovo anno con una raccolta fondi: grazie a 13 fotografi che hanno immortalato in 13 scatti alcuni momenti all’ospedale missionario Luisa Guidotti, a Mutoko in Zimbabwe, dove appunto il progetto Susy Costanzo si svolge, è stato realizzato un calendario per il 2014.

Grazie al percorso avviato nel paese africano molte donne che hanno contratto l’HIV possono ricevere gratuitamente la terapia antiretrovirale, durante e dopo la gravidanza, evitando così di trasmettere il virus al feto, assicurandogli una vita sana e, migliorando di conseguenza la propria salute, di potergli stare accanto durante la crescita.

Ogni anno circa 700 donne partoriscono all’ospedale Luisa Guidotti di queste circa 100 sono affette dall’infezione da HIV. Il costo della terapia antiretrovirale per una donna è di circa 500,00 Euro l’anno.

Adotta la terapia per una donna e il suo bambino.


Potete acquistare il calendario presso la sede di Lila Catania in via Finocchiaro Aprile 160. Chiamateci allo 095 551017.

Sostieni il Progetto Susy Costanzo

Fai il tuo versamento a questo Codice
IBAN IT 49 K 05034 16906 000000124472
Con la seguente Causale: Progetto Susy Costanzo

*Il ricavato delle offerte andrà interamente a sostegno del progetto

Susy Costanzo – Adotta la terapia antiretrovirale di una donna africana.

Fotografi:
Francesco Bellissimo, Salvatore Berretta, Filippo Fatuzzo, Valentina Fatuzzo, Claudio Floresta, Chiara Frasca, Anna Leo, Massimo Migani, Luciano Nigro, Milena Pizzo, Alessia Prezzavento, Emiliana Sanfilippo, Patrizia Virgillito.

Progetto grafico | Dodo Studio

gennaio

maggio

marzo

ottobre

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