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Lila Catania

Il coronavirus e l’HIV: pandemie diverse ma stessa lezione, di Scott Wiener. Pubblicato su BuzzFeed il 27 marzo 2020.

3 Aprile 2020 by Lila Catania

A molti di noi che sono stati in prima linea nella pandemia dell’HIV per decenni, l’emergere e l’esplodere del nuovo coronavirus hanno fatto tornare alla mente altri tempi.

Come omosessuale, che ha iniziato a fare sesso nel 1987 a diciassettenne anni – quando molte persone morivano di AIDS, infezione per cui non esisteva un trattamento efficace – e che ha iniziato l’attivismo in difesa dei diritti delle persone che vivevano con HIV nel 1990 come volontario di una hotline per l’AIDS in North Carolina, la diffusione del coronavirus ha riportato alla luce ricordi oscuri.

Abbiamo già avuto a che fare con un virus che ha ucciso milioni di persone e ne ha fatto ammalare molte altre, giusto?

Sì e no. L’HIV e il nuovo coronavirus sono entrambi altamente distruttivi, con conseguenze umane enormi e tragiche. Ma ovviamente sono anche molto diversi nel modo in cui si diffondono, nelle opzioni di trattamento e recupero e nel modo in cui danneggiano le persone. Ma nonostante le loro differenze, ogni virus ci ricorda alcune verità sorprendentemente simili.

Primo fra tutti: la risposta precoce a una pandemia o la sua mancanza di risposta determina il percorso della pandemia.

Quando l’HIV è apparso nei primi anni ’80, il governo americano non agì molto rapidamente. Poiché il virus sembrava colpire solo i gay e le persone che facevano uso di sostanze per via endovenosa, la risposta fu al limite dell’inesistente. Il presidente Ronald Reagan non ha nemmeno detto le parole “HIV” o “AIDS” fino alla fine degli anni ’80, dopo che il virus si era diffuso. Se il governo federale fosse intervenuto in modo decisivo con strategie di sanità pubblica e cure efficaci, molte vite sarebbero state salvate. Avremmo avuto la possibilità di agire per impedire all’HIV di diventare una pandemia mondiale che, ad oggi, ha infettato 75 milioni di persone e ucciso 32 milioni.

Se la risposta nazionale al coronavirus negli Stati Uniti è stata tutt’altro che ideale – in particolare la mancanza di test e le dichiarazioni ignoranti del presidente Donald Trump che negano la pandemia – ​​altri stati hanno agito in maniera aggressiva per far rispettare il distanziamento sociale e hanno investito rapidamente enormi risorse per sperimentare trattamenti e ricercare un vaccino.

Stiamo apprendendo che i governi hanno molte più probabilità di rispondere in modo aggressivo a una pandemia che infetta la società “tradizionale” e non solo i gruppi emarginati.

Quindi, perché la risposta del governo al coronavirus, sebbene non abbastanza veloce, invece della risposta lenta e distruttiva all’HIV? È semplice: COVID-19 minaccia tutti, compresi i ricchi, i bianchi, i potenti e le persone eterosessuali. L’HIV ha avuto un impatto schiacciante sugli uomini gay e bisessuali, le persone trans, le persone di colore a basso reddito, le persone che usano droghe e le persone provenienti da paesi poveri.

Infatti, il Congresso aumentò i finanziamenti per la pandemia quando Ryan White, un bambino diventato sieropositivo all’HIV dopo una trasfusione di sangue, parlò, eroicamente, in pubblico della sua infezione.

Quando le pandemie colpiscono in modo schiacciante le comunità emarginate, vengono ignorate. E questo può significare che 32 milioni di persone muoiono. Quando i problemi hanno un impatto sui ricchi e sui potenti, entriamo in azione, anche se ciò significa chiudere gran parte dell’economia e spendere più di un trilione di dollari.

Lo stesso non fu  possibile per le persone che vivevano con l’HIV. Così tanti sono morti in silenzio, con poco o nessun supporto medico e/o del governo.

Tuttavia, ci sono anche cose meravigliose da imparare dal modo in cui le nostre comunità hanno reagito alle pandemie, sia che si tratti dell’HIV o del coronavirus. In ogni caso, abbiamo visto il meglio che le persone hanno da offrire.

Le persone diventano più pro-scienza. Questo era vero quando la pandemia di HIV era al suo apice. E dovrebbe essere vero oggi. In un’era in cui, il negazionismo della validità dei vaccini è in aumento, le infrastrutture della sanità pubblica sono state distrutte e il nostro governo federale ha sostanzialmente abbandonato i seri sforzi per pianificare le pandemie, siamo a grave rischio. Il coronavirus, con tutto il dolore che sta causando, sta aiutando a costruire il supporto per migliore le infrastrutture di salute pubblica.

Stiamo già assistendo a un’ampia risposta della comunità. Le persone vigilano sui loro vicini anziani. Le persone, data la carenza, raccolgono maschere e altri dispositivi di protezione. Le aziende producono volontariamente maschere e ventilatori. Stiamo assistendo a importanti auto-organizzazioni per aiutare i membri della nostra comunità più vulnerabili. E, naturalmente, gli eroi nel nostro sistema sanitario – infermieri, medici, altri operatori sanitari, operatori delle case di cura – si mettono a rischio, spesso senza adeguati dispositivi di protezione, per senso del dovere. Allo stesso modo, i della droghi lavoratori dei supermercati e della farmacia, nonché gli addetti alle consegne, si stanno mettendo a rischio per garantire che le persone abbiano accesso a cibo e medicine.

La pandemia HIV ha vissuto una altrettanto stimolante risposta della comunità. Mentre il governo federale ignorava la pandemia, per gran parte degli anni ’80, alcune città entrarono in azione. San Francisco ha dedicato risorse indicibili per combattere la diffusione del virus. La nostra città ha costruito un’enorme infrastruttura di sanità pubblica per prevenire le infezioni e migliorare l’assistenza. San Francisco ha il miglior dipartimento di sanità pubblica della nazione – forse del mondo – e parte del motivo è la nostra incredibile risposta alla pandemia di HIV.

“La mia iper-vigilanza è integrata, come abbiamo imparato durante la crisi dell’HIV”, ha dichiarato il Dr. Grant Colfax, attuale direttore della sanità pubblica di San Francisco, al San Francisco Chronicle. “Sono necessarie azioni precoci e rapide, in molti chiedono retroattivamente perché non è stata intrapreso un’azione rapida aggressiva”.

Allo stesso modo, San Francisco ha creato una rete altamente efficace di organizzazioni per combattere l’HIV. Queste organizzazioni no profit hanno costituito una potente rete di sicurezza che si prende cura delle persone. Per decenni, queste organizzazioni non profit hanno svolto un ruolo essenziale nel riuscito sforzo di San Francisco di ridurre le nuove infezioni (cosa che ha fatto, di oltre il 95%), per avvicinare le persone che vivono con l’HIV alle cure (la nostra città ha uno dei più tassi di soppressione virale del mondo) e per attuare strategie di sanità pubblica all’avanguardia, progressiste e lungimiranti che sono diventate modello da copiare e implementare in tutto il mondo.

Le pandemie possono far emergere il meglio e il peggio dell’umanità. Mostrano le linee di frattura e le disuguaglianze, oltre a mostrare la resilienza della comunità.

Passiamo insieme questa pandemia e costruiamo un futuro migliore.

Scott Wiener è un politico Democratico americano, membro del Senato dello Stato della California e attivista per i diritti LGBTQ.

Nel 2017, ha fatto approvare la legge per la riduzione della pena per aver esposto qualcuno all’HIV a sua insaputa e senza il consenso, e la legge per garantire i diritti agli anziani LGBT che vivono in strutture di assistenza a lungo termine .

Nel 2018, ha fatto approvare la legge per creare una terza opzione di genere non binaria sui documenti governativi.

 

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Filed Under: NEWS

Guardiamo insieme e osserviamo le norme e le precisazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità sul coronavirus

17 Marzo 2020 by Lila Catania

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto* con una persona malata.

La via primaria di infezione è data dalle goccioline del respiro diffuse nell’aria delle persone affette dall’infezione ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo;
    • è importante perciò che le persone, quando tossiscono o starnutiscono, applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche;
  • le mani, ad esempio toccando, con le mani che si sono contaminate dalle goccioline (non ancora lavate), bocca, naso o occhi;
    • è importante perciò che le persone, lavino le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

  • Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere all’esterno dell’organismo alcune ore.
    • L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
  • Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore).

Proteggiamoci utilizzando le seguenti misure di difesa personale:

  • restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità;
  • lavarsi spesso le mani;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. Ecco come fare:
    1. prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
    2. copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che sia integra e che aderisca bene al volto
    3. evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani
    4. quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; in quanto maschere mono-uso
    5. togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani.
  • bisogna fare attenzione ai seguenti sintomi: febbre e sintomi simili a quelli influenzali come tosse, mal di gola, respiro corto, dolore ai muscoli, stanchezza.

  • quando compaiono questi sintomi non bisogna andare al pronto soccorso o dal medico di famiglia, ma bisogna restare in casa e chiamare il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica.
  • se si andasse al pronto soccorso o in un ambulatorio senza prima averlo concordato con il medico si potrebbe rischiare di contagiare altre persone o essere di contagiati da altre persone.
  • appena si avvertono i sintomi bisogna chiamare il medico di famiglia e spiegare i sintomi e informare gli eventuali contatti a rischio. Se non si riesce a contattare il medico di famiglia, bisogna chiamare uno dei numeri di emergenza indicati sul sito www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
  • se si dovesse pensare di essere infetto sarebbe bene indossare una mascherina chirurgica, restare a distanza dai familiari e disinfettare spesso gli oggetti di uso comune, lavare regolarmente le mani con acqua e sapone o con un gel a base alcolica e aerare e mantenere pulito l’ambiente.
  • se il medico dovesse ritenere che sia necessario effettuare un test per coronavirus fornirà indicazioni su come procedere (i test vengono eseguiti unicamente in laboratori del Servizio Sanitario Nazionale selezionati).

La probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco che è stato esposto a condizioni e temperature diverse è basso.

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento.

*Si definisce contatto stretto:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).
  • Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

Gli operatori sanitari possono essere a rischio perchè entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

 

 

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

I Coronavirus sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Ad oggi, sette Coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo: HCoV-OC43, HCoV-HKU1 (Betacoronavirus), HCoV-229E, HCoV-NL63 (Alphacoronavirus) (possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore) e SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV (SARS-CoV-2) (Betacoronavirus).

Il virus che causa l’attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2”.

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease (malattia) e “19” indica l’anno in cui si è manifestata).

Per saperne di più:

Il Ministero della Salute ha realizzato un sito dedicato: www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

Le Regioni hanno attivato numeri verdi locali per rispondere alle numerose richieste di cittadini.

I dati sull’andamento dell’epidemia sono pubblicati nelle pagine dedicate Situazione in Italia e Situazione nel mondo del sito del Ministero.

Chi viaggia all’estero può trovare utili informazioni nel sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Affari Esteri

Altre informazioni sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di sanità – Epicentro.

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Filed Under: NEWS

Sospese le attività di LILA Catania aperte al pubblico

13 Marzo 2020 by Lila Catania

LILA Catania, coerentemente con quanto decretato dal governo, ha bloccato tutte le attività di volontariato aperte al pubblico:

  • Centro Ascolto

  • Sportello sociale

  • Test salivari

  • Ambulatorio migranti.

Nell’ottica, con questa scelta, di contribuire a fermare la diffusione del Covid-19 e di porre le basi per tornare a vivere insieme all’aria aperta.

Per richieste urgenti o informazioni potete inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica lilacatania@gmail.com.

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Filed Under: INIZIATIVE

E’ il momento di cominciare a riflettere sulle emergenze.

11 Marzo 2020 by Lila Catania

La LILA Catania, coerentemente con quanto decretato dal governo, ha bloccato tutte le attività di volontariato aperte alla popolazione. Nell’ottica, con questa scelta, di contribuire a fermare la diffusione del Covid-19.

E’, però, importante ragionare sull’emergenza che si è determinata in Italia, tanto da farne una grande, unica, “zona rossa”.

I “numeri” che conosciamo, pur nella loro drammaticità, non devono farci dimenticare altre epidemie, per esempio le influenze stagionali, che hanno determinato negli anni passati migliaia e migliaia di decessi. La novità del Covid-19, sicuramente capace di una diffusione veloce, sta, però, nel fatto che se l’epidemia procede con i ritmi attuali, la sanità pubblica italiana (l’unica in prima fila, visto che quella privata è sostanzialmente assente, essendo peraltro abituata a usare per le emergenze le strutture pubbliche), in particolare i centri di terapia intensiva, rischia il collasso. Con conseguenti danni irreparabili sia per quanti sono colpiti dal virus, sia per tutti gli altri pazienti.

La domanda diventa, quindi, perché in tutti questi anni è stato impoverito/ridimensionato il servizio pubblico, riducendo progressivamente le risorse investite. Non è difficile capire che tali scelte rendono più difficile la gestione di situazioni particolari, epidemie, terremoti, guerre, migrazioni. Perché ancora oggi, con il processo di regionalizzazione, se ne vuole rimettere in discussione il carattere nazionale? Perché non si comprende che la spesa per macchinari per il supporto respiratorio ed intensivo in generale si fa una volta, ma arricchisce le capacità di supporto nelle necessità?

Perché non si comprende che se si procede alimentando stigmi e paure, come nel passato è avvenuto per l’infezione da HIV, diventiamo tutti meno sicuri? Che se fino a ieri si è fatto poco e nulla per sviluppare politiche di solidarietà, accoglienza e condivisione è più difficile, oggi, appellarsi al senso civico.

Ma è anche è importante interrogarsi sul comportamento non del tutto coerente di governo e regioni. Prima dell’ultimo decreto, nonostante la chiusura delle scuole e delle università, erano rimaste aperte (tranne in Lombardia e in alcune province) tutte le altre attività ludico-relazionali. Questa contraddizione ha prodotto ciò che ex post è stato evidente a tutti: l’esplosione della cosiddetta movida, con i rischi conseguenti. Non era difficile ipotizzare che i ragazzi, avendo minori impegni e più tempo libero, avrebbero ampliato le loro occasioni di contatto.

Non dobbiamo, infine, rimanere indifferenti rispetto a ciò che sta accadendo nelle carceri, da sempre sovraffollate e che non garantiscono sicurezza e incolumità per i detenuti. Essere “ristretti” non significa non avere diritti.

In conclusione, diamo tutto il nostro contributo per fermare la diffusione dell’epidemia perché vogliamo un futuro migliore per tutti, ma senza rinunciare a ragionare. Soprattutto, perché riteniamo fondamentale evitare che, come avvenuto in casi precedenti (dagli allarmi HIV, alla Sars, alla influenza H1N1), finita l’emergenza non cambi nulla.

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Filed Under: NEWS

Il test salivare HIV non verrà effettuato nel mese di marzo

9 Marzo 2020 by Lila Catania

Ci scusiamo ma questo mese il test salivare non verrà effettuato.

Vi diamo appuntamento al  prossimo 16 aprile, terzo giovedì del mese.

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Filed Under: INIZIATIVE

Progetto “Attenti alla Fragilità 2018” – Relazione finale

11 Febbraio 2020 by Lila Catania

Relazione Narrativa

Obiettivi: Obiettivo generale del progetto è supportare tutte le persone che si trovano in situazioni di fragilità ed emarginazione attraverso la facilitazione dell’accesso alle strutture socio-sanitarie di prevenzione e cura.

A tal fine, obiettivi specifici sono stati:

  • Mappatura dei servizi pubblici e del privato sociale dedicati alla tipologia di beneficiari presi in considerazione dal progetto ed il consolidamento delle relazioni con tali enti mediante incontri ed eventi formativi;
  • Attività di Sportello di Segretariato Sociale presso la sede della nostra associazione per tutte le persone che vivono situazioni diverse di “fragilità” e necessitano di assistenza socio-sanitaria;
  • Interventi mirati alla prevenzione, informazione e pubblicizzazione del Progetto “Attenti alla Fragilità 2018” avviati in zone ad alta densità di marginalità sociale, come nell’emblematico quartiere storico di San Berillo;
  • Proseguimento della ricerca in ambito sociologico sulla marginalità sociale, già avviata nella prima annualità del progetto, mediante la somministrazione di un questionario/intervista agli operatori del settore di interesse del progetto.

 Beneficiari: Nell’ottica della tutela del diritto alla salute, il progetto supporta tutte le persone che si trovano in situazioni diverse di fragilità: le persone con infezione da HIV e tutte le persone che vivono in situazione di rischio e di marginalità sociale.

Nell’ambito delle attività progettuali sono state attuate diverse azioni indipendenti e complementari per giungere agli obiettivi precedentemente sintetizzati:

  1. Al fine di consolidare la “Rete” con i servizi presenti nel territorio per collaborare proficuamente nell’approccio alle persone fragili e rispondere al meglio ai diversi bisogni espressi dai beneficiari del progetto sono stati effettuati diversi incontri di presentazione del progetto “Attenti alla Fragilità 2018” e di pianificazione delle modalità di collaborazione con i principali servizi pubblici e del privato sociale. Data la complessa burocrazia e alcune iniziali probabili resistenze, è stato complesso e difficoltoso ottenere i permessi per incontrare gli operatori dei servizi pubblici; come soluzione abbiamo scelto di perpetrare con le nostre sollecitazioni ed al contempo di invitare gli enti ad iniziative e seminari organizzati dalla nostra associazione. La nostra perseveranza ci ha ripagato e abbiamo ottenuto gli incontri con i responsabili dei Servizi Sociali del Comune di Catania, dell’ASP Territoriale e con quelli dell’ufficio Anagrafe. Da questi incontri sono stati conseguiti degli importanti risultati di riconoscimento dell’importanza del servizio a bassa soglia svolto dal progetto e l’autorizzazione formale dei responsabili ad incontrare i diversi operatori per presentare il progetto e somministrare i questionari relativi alla Ricerca; inoltre, l’assessore alle Politiche Sociali ha proposto una futura stipula di un protocollo tra il Comune e le associazioni del terzo settore che si occupano di segretariato sociale in diverse zone di Catania al fine di creare una “rete” virtuosa che sopperisca alle carenze degli interventi comunali, che in questo modo potrebbero essere di secondo accesso. Con i responsabili dell’ufficio Anagrafe, si sta formalizzando un protocollo di intesa che permetterà di aiutare i beneficiari a risolvere in maniera più celere ed efficace problematiche relative alla residenza e, per le persone senza fissa dimora, alla eventuale assegnazione di residenza fittizia in via dell’accoglienza. Con il CAF che si trova vicino alla sede è stata avviata una collaborazione proficua.
  2. Gran parte del lavoro di questi mesi si è concentrato a incontrare le maggiori associazioni private del terzo settore come il Centro Astalli, l’ambulatorio “Catania Salute e Solidarietà” del Rotary Club, gli Avvocati di strada, la Caritas, la Locanda del Buon Samaritano, Penelope, la cooperativa Prospettiva, la cooperativa Il Faro e soprattutto le principali associazioni che già da tempo operano nel quartiere di San Berillo come Sorcio Rosso, Trame di Quartiere ed Officina Rebelde. Il risultato più rilevante è stato l’avvio di una collaborazione reciproca che ha permesso di supportare al meglio i beneficiari del progetto e di ipotizzare comuni approcci alle diverse situazioni di fragilità e marginalità.
  3. Durante gli incontri avuti con le diverse realtà presenti nel territorio si è proceduto anche con la continuazione della Ricerca in ambito sociologico in merito alla marginalità sociale somministrando mediante intervista il questionario a svariati operatori del settore. La rilevazione della percezione e delle opinioni degli operatori ha lo scopo di delineare un quadro d’azione che non trascuri il contesto, evidenziando i punti deboli per i quali poter intervenire.
  4. Oltre alla somministrazione dei questionari, è stata effettuata l’analisi statistica dei dati fin ora raccolti. I dati, ovviamente ancora parziali della ricerca, saranno presentati nella conferenza conclusiva del Progetto “Attenti alla fragilità 2018” che è stata calendarizzata per metà febbraio, presso i locali della Biblioteca Navarria Crifò della Chiesa Valdese di Catania.
  5. Continuazione dell’attività di Sportello di Segretariato Sociale e punto di ascolto per persone “fragili”, che è da 2 anni aperto al pubblico con cadenza settimanale, il mercoledì dalle 16:30 alle 18:30 presso la sede di Lila Catania. La finalità dello sportello è quella di accompagnare l’utente nel suo percorso di autonomia e di empowerment con il sostegno dei Servizi Pubblici e del Terzo Settore con i quali si è istaurata una collaborazione reciproca e proficua. Per l’attività dello sportello è stata di fondamentale importanza il lavoro di Rete effettuato in questo anno con il pubblico e soprattutto con gli enti del terzo settore, che ha avviato un percorso di collaborazione virtuoso. Molti sono stati gli invii reciprochi e gli interventi coordinati tra più servizi e associazioni per il benessere delle persone che si trovano in situazioni diverse di fragilità ed emarginazione. In questa ottica esemplare è stato un intervento di rete tra LILA, Trame di quartiere e SERD che ha permesso di aiutare una persona ad uscire da una situazione di grave marginalità ed intraprendere un percorso terapeutico riabilitativo con l’inserimento in una struttura comunitaria. Dall’inizio del progetto ad oggi sono stati seguiti allo sportello molte persone, sia italiani che stranieri. I bisogni espressi hanno riguardato principalmente bisogni sanitari e assistenziali. La relazione instaurata ha permesso di far emergere anche i bisogni sottostanti alle richieste iniziali, tanto che fin ad ora la maggioranza degli utenti si sono recati al nostro sportello più volte, indice questo di essere diventati per loro un punto di riferimento.
  6. Per dare ulteriore concretezza al servizio di informazione e di ascolto delle esigenze delle persone più fragili, che vivono una quotidiana situazione di marginalità, è stato individuato il quartiere storico di San Berillo come una realtà in cui essere presenti con incontri mirati con le associazioni, gruppi di prossimità e con gruppi mirati della popolazione residente nel quartiere. In questo primo anno, la strategia operativa per comprendere come “agire” sul quartiere è stata quella di incontrare tutte le associazioni che vi operano da diverso tempo e che rappresentano in modo diverso le varie soggettività presenti. Nello specifico abbiamo collaborato con le associazioni Sorcio Rosso, Trame di Quartiere ed Officina Rebelde. Ciò ha permesso a noi operatori di iniziare a farci conoscere dagli abitanti del quartiere e di effettuare degli incontri con l’associazione gambiana e con le personalità più carismatiche del quartiere al fine mettere le basi per un intervento mirato ed efficace. Il 13 luglio si è tenuto il “Pranzo sociale – Facciamo Rete a San Berillo” incontro tra l’Associazione Gambiana, LILA-CT e l’associazione Sorcio Rosso, durante l’incontro è stato presentato il Progetto “Attenti alla Fragilità” ed è stata avviata una discussione con i presenti su salute e benessere, dipendenze e prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente. La stessa comunità gambiana ci ha successivamente invitato a partecipare ad una riunione tenutasi nel quartiere per festeggiare l’anniversario della loro associazione; durante l’incontro partecipato e aperto che si è tenuto nelle strade del quartiere di San Berillo abbiamo discusso delle tematiche di nostra competenza con i partecipanti. Il 31 luglio vi è stato l’incontro tra Lila Catania, Trame di Quartiere e gli abitanti di via delle Finanze. Durante l’incontro sono state accolte alcune necessità espresse dgli abitanti del quartiere di San Berillo. A risultato di questi incontri e della nostra presenza nel quartiere diverse persone si sono rivolte al nostro sportello di segretariato sociale.
  7. Per quanto concerne la valutazione dell’impatto sui beneficiari si mette in evidenza che il numero di persone che si rivolgono allo sportello di Segretariato Sociale è in costante aumento sia per invii da parte delle strutture con cui siamo in Rete sia per un passa parola tra i beneficiari stessi. Da questo dato si evince l’importanza e l’efficienza del nostro servizio. Diversi infatti sono stati gli interventi ben coordinati e andati a buon fine, ovvero casi in cui sono state appagate le richieste espresse ed a volte anche quelle implicite e secondarie. Al contempo, sono stati riscontrati difficoltà in merito ad alcune richieste per le quali non è stato possibile intervenire efficacemente per mancanza di servizi e strutture adeguate presenti nel comune di Catania o per burocrazie molto complesse e lunghe.

Molte delle persone che si sono rivolte allo sportello non hanno fissa dimora, purtroppo attualmente in città vi è solo un dormitorio disponibile (la Locanda del Buon Samaritano) che non riesce ovviamente a supplire alla domanda di chi non ha casa. Al momento non vi sono dormitori comunali, e “Il Faro” è stato chiuso a dicembre. L’attuale amministrazione purtroppo sembra prevedere interventi o soluzioni alternative di contrasto al degrado ed alla marginalità.

Inoltre, in questo anno si è assistito ad un boom di istanze per la residenza fittizia al fine di poter richiedere il reddito di cittadinanza ciò ha intasato e fatto implodere le poche associazioni del terzo settore che solitamente si occupavano delle pratiche e si rendevano disponibili. La conseguenza è che al momento è molto difficile procedere per tale richiesta.

In altri casi si finisce a volte in circoli viziosi, come nel caso di persone che percepiscono il reddito di cittadinanza o di persone straniere che lavorano spesso senza essere messi in regola che non riescono a trovare una casa in affitto e che quindi sono costrette a vivere in situazioni disagiate.

Un capitolo speciale riguarda le burocrazie difficili e lunghe che colpiscono soprattutto le persone straniere, come ad esempio aprire un conto corrente dove poter ricevere il salario.

Le problematiche su esposte dipendono da fattori non correlati al nostro agire, ma ci colpiscono come operatori perché seguire alcuni beneficiari dello sportello a volte diventa complesso e frustrante. Ma il nostro contributo è fondamentale per queste persone, che spesso vivendo ai margini della società, sono disorientate e non conoscono i loro diritti o i servizi Statali di supporto alla povertà.

 

Le soluzioni attuate per contrastare le problematiche su esposte rientrano ancora una volta nel lavoro di rete con le associazioni del terzo settore.  Diversi sono stati gli incontri tra le maggiori associazioni durante i quali si è discusso delle comuni problematiche emerse nel rispondere ai bisogni dei beneficiari. Durante questi importanti incontri di riflessione e confronto su determinati argomenti sono state condivise strategie operative e ipotizzate comuni soluzioni alle diverse situazioni di fragilità e marginalità.

 Divulgazione, visibilità e comunicazione: Il progetto è stato divulgato principalmente mediante incontri stabiliti ad hoc con le realtà del pubblico e del terzo settore, in tali occasioni è stato presentato il progetto ai responsabili ed agli operatoti e somministrato loro il questionario.

Sono stati distribuiti i volantini che sponsorizzano il progetto ed il relativo sportello di segretariato sociale negli enti incontrati, durante iniziative ed eventi organizzati dalla nostra associazione e distribuiti nel quartiere storico di San Berillo.

Inoltre, è stata data visibilità al progetto sulla pagina Facebook e sul Sito web di LILA Catania.

Titolo del progetto: Attenti alla Fragilità 2018

Luogo di realizzazione del progetto: Catania

Ente finanziatore: 8xmille Tavola Valdese

Ente Beneficiario: LILA Catania

 

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Filed Under: NEWS

Progetto Pro-Access 2020. Pubblicate le vacancy e le job description

19 Gennaio 2020 by Lila Catania

Riparte il progetto “Pro-access 2010” che LILA-CT ha avuto finanziato da UNHCR.

L’obiettivo generale del progetto Pro-access  è: “Migliorare l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva per rifugiati e richiedenti asilo che sono vittime di SGBV e M / FGM”.

Gli obiettivi specifici sono:

  • identificare le aree urbane in cui vivono i rifugiati e richiedenti asilo a Catania;
  • identificare i sopravvissuti sintomatici a SGVB;
  • diagnosticare e gestire condizioni e malattie sessuali e riproduttive;
  • supportare SGBV in difficoltà e sopravvissuti alla pratica tradizionale dannosa;
  • autorizzare i PoC a incoraggiare l’autodeterminazione nel soddisfare i loro bisogni di salute;
  • assicurare l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria per i migranti e i rifugiati e richiedenti asilo;
  • raggiungere una maggiore sostenibilità a lungo termine dell’obiettivo del progetto;
  • promuovere il raggiungimento dei diritti civili e umani per i rifugiati e richiedenti asilo.

Gli indicatori di rendimento sono:

  1. Numero di campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione e risposta dell’SGBV;
  2. Numero di incidenti SGBV segnalati per i quali i sopravvissuti hanno ricevuto assistenza medica nel centro di riconsegna RS o Lila (numero di casi supportati e / o accesso alla gestione medica);
  3. Numero di incidenti SGBV segnalati per i quali i sopravvissuti hanno ricevuto assistenza medica all’interno del sistema sanitario (numero di casi supportati e riferiti al sistema sanitario);
  4. Numero di incidenti SGBV segnalati per i quali i sopravvissuti ricevono consulenza psicosociale (N. di individui che hanno ricevuto consulenza psicosociale individuale);
  5. Numero di strutture RS visitate;
  6. Meccanismi di rinvio istituiti attraverso una rete creata con servizi pubblici (cliniche per l’HIV, cliniche per la pianificazione familiare, cliniche ginecologiche, cliniche per tossicodipendenti, servizi sociali del consiglio comunale, dipartimento per le malattie infettive);
  7. Numero di casi di consulenza volontaria (compresa la consulenza pre e post test;
  8. Numero di servizi di test forniti (gravidanza, HIV, altri);
  9. Numero di volontari e personale LILA formati;
  10. Numero di operatori RS formati;
  11. Numero di materiali IEC sulla salute sessuale e riproduttiva distribuiti;
  12. Numero di preservativi distribuiti.

Il progetto avrà la durata di 10 mesi e sarà svolto dal 1 febbraio al 31 novembre.

Per realizzare questo progetto LILA-CT sta reclutando un/una medico/a coordinatore, un/una assistente sociale, un/una psicologo/a, tre mediatori/trici culturali e un/una amministratore/trice.

Le persone interessate possono proporre la candidatura inviando un curriculum a LILA Catania: lilacatania@gamail.com entro le ore 20.00 del 25 gennaio 2020. 

La selezione terrà verrà effettuata previo colloquio professionale con due membri del direttivo.

 

Job description delle figure professionali:

Medico/a Coordinatore/trice –  Job Description.

Contesto e organizzazione del lavoro

Il Progetto Pro Access 2020 offre servizi per persone migranti che riguardano le istanze relative alla salute sessuale e riproduttiva e l’emersione del fenomeno della violenza sessuale e di genere, mediante l’offerta di consulenza medica generale, consulenza psicologica, test salivare per HIV e HCV e test di gravidanza.

Il Progetto prevede attività ambulatoriali a bassa soglia da svolgersi sia nella sede della LILA (Drop-in), due giorni alla settimana, uno duranteil mattino e uno al pomeriggio, sia presso strutture di associazioni che si occupano,a vario titolo, di fornire servizi alla popolazione migrante (Urban Area Centers), una volta alla settimana durante il mattino.

Il Progetto prevede, inoltre, uno specifico ambulatorio psicologico, da svolgersi una volta alla settimana durante il pomeriggio, per la presa in carico dei migranti con vulnerabilità psicologica dovuta ad eventuali violenze subite o alla diagnosi di HIV.

Un giorno alla settimana, durante la mattina, il Progetto prevede lavoro di team, da svolgere prevalentemente, ma non esclusivamente, presso la sede LILA (staff meeting, supervisione psicologica, follow-up dei casi, accompagnamenti dei migranti che ne hanno necessità presso le strutture pubbliche, attività di formazione).

Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati momenti formativi interni (rivolti alla equipe del progetto e ai volontari LILA),  esterni (con coinvolgimento degli operatori del servizio pubblico e del privato sociale) e divulgativi (con coinvolgimento anche della popolazione generale). Gli eventi formativi potranno essere programmati anche fuori dall’orario di lavoro

Le attività del Progetto si svolgeranno secondo le Standard Operating Procedures (SOPs), già messe in atto nelle edizioni precedenti del Progetto, e prevedono le seguenti figure professionali: 1 assistente sociale, 1 psicologo/a, 1 coordinatore/trice-medico/a, 3 mediatori/trici culturali e 1 amministratore/trice.

 Aree di attività medica:

 Consulenza medica generale:ascolto della sintomatologia riportata, raccolta dell’anamnesi, valutazione dei fattori di rischio e valutazione delle condizioni di salute; segnalazione alle strutture sanitarie presenti sul territorio (o ai medici di famiglia); possibili eventuali suggerimenti diagnostici e/o terapeutici.

  • Esecuzione dei test salivari per HCV e HIV e del test di gravidanza e dei relativi counselling:per i casi di positività è offertaproattivamente la presa in carico, la segnalazionee l’invio presso gli Ambulatori di riferimento per l’esecuzione dei test di conferma.
  • Follow up dei casi presi in carico e calendarizzazione degli appuntamenti.
  • Informativa sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Aree di attività di coordinazione:

  •  Coordinazione e programmazione delle attività del team;
  • Monitoraggio, implementazione e verifica delle attività previste nei documenti progettuali;
  • Preparazione della reportistica richiesta dal Partner-donor;
  • Cura della comunicazione e delle relazioni con il Parter-donor;
  • Cura della comunicazione e delle relazioni con le Istituzioni pubbliche e private del territorio;
  • Cura della comunicazione e delle relazioni con il referente del Progetto di LILA Catania.

Tipo di contratto

  • Collaborazioni coordinate e continuative (alias “Co.Co.Co.” – ex art. 409 cpc e 2222 c.c.);
  • Incarichi professionali per soggetti con P.IVA.

Retribuzione e tempi di lavoro

Il contratto prevede una retribuzione lorda di 1750 Euro al mese, per un totale di 10 mesi (dal 01/02/2020 al 30/11/2020). È richiesta la presenza in tutte le attività del Progetto (tre mattinate e due pomeriggio). È richiesto, inoltre, un plus di lavoro necessario a garantire la produzione di tutta la documentazione e la reportistica richiesta dai documenti progettuali.

Requisiti specifici

  • Laurea in Medicina e Chirurgia;
  • Abilitazione all’esercizio della professione di Medico;
  • Buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata;
  • Esperienza professionale in ambito socio-sanitario o in organizzazioni (pubbliche o private) che si occupano di persone migranti sopravvissute a violenza sessuale e di genere e/o che vivono con HIV;
  • Buone attitudini al coordinamento di teamsinterdisciplinari;
  • Conoscenza delle strutture sanitarie del territorio di Catania;
  • Abitudine a lavorare e a risolvere problemi in contesti ad alto livello di stress;
  • Patente di guida e disponibilità all’utilizzo di mezzi propri o messi a disposizione dal Progetto (requisito preferenziale ma non vincolante);
  • Capacità di utilizzo del pacchetto Office di Windows.

Compiti e responsabilità

  • Collabora con il team nell’accoglienza dei beneficiari;
  • Collabora con il team nella compilazione della scheda d’accoglienza;
  • Concorda con il team l’iter diagnostico-terapeutico dei beneficiari;
  • Collabora con il team nella programmazione degli accompagnamenti e/o degli invii dei beneficiari presso i servizi del territorio;
  • Collabora con il team nel follow-up dei beneficiari presi in carico;
  • Illustra i metodi di prevenzione, i sintomi più comuni e le terapie necessarie;
  • Distribuisce i preservativi e il materiale informativo;
  • Compilail database per la raccolta dei dati dei beneficiari (al corretto uso del quale è rivolta una specifica attività formativa);
  • Collabora con il team nella ideazione, progettazione, pubblicizzazione e realizzazione delle attività di formazione interne ed esterne;
  • Monitora, implementa e verifica le attività previste nei documenti progettuali;
  • Cura la comunicazione e le relazioni con il Parter-donor;
  • Cura la comunicazione e le relazioni con le Istituzioni pubbliche e private del territorio;
  • Cura la comunicazione e le relazioni con il referente del Progetto di LILA Catania.
  • Monitorala corretta applicazione delle SOPs;
  • Monitorala corretta applicazionedelle procedure amministrative richieste dai donor (gestione acquisti, approvvigionamenti, stock e inventari, fatture e contabilità, etc.);
  • Prepara la reportistica interna e quella tecnico-narrativa richiesta dai donors;
  • Collabora con l’amministrazione nella preparazione della documentazione necessaria per gli audit e le visite del Partner-donor.
  • Partecipa agli eventi formativi.

Psicologo/a –  Job Description.

Contesto e organizzazione del lavoro

Il Progetto Pro Access 2020 offre servizi per persone migranti che riguardano le istanze relative alla salute sessuale e riproduttiva e l’emersione del fenomeno della violenza sessuale e di genere, mediante l’offerta di consulenza medica generale, consulenza psicologica, test salivare per HIV e HCV e test di gravidanza.

Il Progetto prevede attività ambulatoriali a bassa soglia da svolgersi sia nella sede della LILA (Drop-in), due giorni alla settimana, uno duranteil mattino e uno al pomeriggio, sia presso strutture di associazioni che si occupano,a vario titolo, di fornire servizi alla popolazione migrante (Urban Area Centers), una volta alla settimana durante il mattino.

Il Progetto prevede, inoltre, uno specifico ambulatorio psicologico, da svolgersi una volta alla settimana durante il pomeriggio, per la presa in carico dei migranti con vulnerabilità psicologica dovuta ad eventuali violenze subite o alla diagnosi di HIV.

Un giorno alla settimana, durante la mattina, il Progetto prevede lavoro di team, da svolgere prevalentemente, ma non esclusivamente, presso la sede LILA (staff meeting, supervisione psicologica, follow-up dei casi, accompagnamenti dei migranti che ne hanno necessità presso le strutture pubbliche, attività di formazione).

Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati momenti formativi interni (rivolti alla equipe del progetto e ai volontari LILA),  esterni (con coinvolgimento degli operatori del servizio pubblico e del privato sociale) e divulgativi (con coinvolgimento anche della popolazione generale). Gli eventi formativi potranno essere programmati anche fuori dall’orario di lavoro

Le attività del Progetto si svolgeranno secondo le Standard Operating Procedures (SOPs), già messe in atto nelle edizioni precedenti del Progetto, e prevedono le seguenti figure professionali: 1 assistente sociale, 1 psicologo/a, 1 coordinatore/trice-medico/a, 3 mediatori/trici culturali e 1 amministratore/trice.

Aree di attività psicologica:

 Colloquio di counsellingpre-test in collaborazione con il/la medico/a:il counsellingpre-test è,dal punto di vista psicologico, è finalizzato ad accertare la correlazione tra rapporti sessuali a rischio e l’esserestato vittima, durante le diverse fasi del progetto migratorio, di situazioni di violenzasessuale e di genere;in questa fase lo/a psicologo/a espone il proprio ruolo e sinteticamente accenna a possibili indicatori di disagio e malessere psico-fisico che potrebbero evocare unadomanda di consulenza psicologica.

  • Colloquio di counselling post-test in collaborazione con il/la medico/a:in caso di test positivo il colloquio è mirato a finalità supportive e alla presa in carico psicologica della persona.
  • Illustrazionedei concetti di benessere psicologico e sociale e di vulnerabilità psicofisica;
  • Presa in carico: in caso di positività ad uno dei test eseguiti oqualora dovesse emergere una situazione di violenza dichiarata o sospettata si propone proattivamenteil colloquiopsicologicoper la presa in carico da effettuarsi in corso di appuntamenti successivi.

Tipo di contratto

  • Collaborazioni coordinate e continuative (alias “Co.Co.Co.” – ex art. 409 cpc e 2222 c.c.);
  • Incarichi professionali per soggetti con P.IVA.

Retribuzione e tempi di lavoro

Il contratto prevede una retribuzione lorda di 1200 Euro al mese, per un totale di 10 mesi (dal 01/02/2020 al 30/11/2020). È richiesta la presenza in tutte le attività del Progetto (tre mattinate e due pomeriggi).

Requisiti specifici

  • Laurea in Psicologia/Scienze Psicologiche;
  • Specializzazione in Psicoterapia (percorso terminato);
  • Iscrizione all’Albo degli Psicologi;
  • Esperienza professionale in ambito socio-sanitario o in organizzazioni (pubbliche o private) che si occupano di persone migranti sopravvissute a violenza sessuale e di genere e/o che vivono con HIV;
  • Buone attitudini al lavoro di teamsinterdisciplinari;
  • Abitudine a lavorare e a risolvere problemi in contesti ad alto livello di stress;
  • Patente di guida e disponibilità all’utilizzo di mezzi propri o messi a disposizione dal Progetto (requisito preferenziale ma non vincolante);
  • Capacità di utilizzo del pacchetto Office di Windows.

Compiti e responsabilità

  • Collabora con il team nell’accoglienza dei beneficiari;
  • Collabora con il team nella compilazione della scheda d’accoglienza;
  • Collabora con il medico/a e il/la mediatore/trice nell’eseguire i cousellingper i test diagnostici previsti dal Progetto;
  • Concorda con il team l’iter diagnostico-terapeutico dei beneficiari;
  • Propone proattivamenteil colloquiopsicologico in caso di positività ad uno dei test eseguiti oqualora dovesse emergere una situazione di violenza dichiarata o sospettata;
  • Propone proattivamente la presa in carico dei beneficiari sopravvissuti a violenza sessuale e di genere e/o positivi ai test diagnostici previsti dal Progetto;
  • Gestisce, in collaborazione con il resto del team, l’ambulatorio psicologico, proponendo e valutando le forme di presa in carico più adeguate alla popolazione migrante di interesse del Progetto;
  • Compilail database per la raccolta dei dati dei beneficiari (al corretto uso del quale è rivolta una specifica attività formativa);
  • Collabora con il team nella ideazione, progettazione, pubblicizzazione e realizzazione delle attività di formazione interne ed esterne;
  • Partecipa alle attività di Outreach previste dal Progetto.
  • Partecipa agli eventi formativi

Assistente sociale –  Job Description.

Contesto e organizzazione del lavoro

Il Progetto Pro Access 2020 offre servizi per persone migranti che riguardano le istanze relative alla salute sessuale e riproduttiva e l’emersione del fenomeno della violenza sessuale e di genere, mediante l’offerta di consulenza medica generale, consulenza psicologica, test salivare per HIV e HCV e test di gravidanza.

Il Progetto prevede attività ambulatoriali a bassa soglia da svolgersi sia nella sede della LILA (Drop-in), due giorni alla settimana, uno duranteil mattino e uno al pomeriggio, sia presso strutture di associazioni che si occupano, a vario titolo, di fornire servizi alla popolazione migrante (Urban Area Centers), una volta alla settimana durante il mattino.

Il Progetto prevede, inoltre, uno specifico ambulatorio psicologico, da svolgersi una volta alla settimana durante il pomeriggio, per la presa in carico dei migranti con vulnerabilità psicologica dovuta ad eventuali violenze subite o alla diagnosi di HIV.

Un giorno alla settimana, durante la mattina, il Progetto prevede lavoro di team, da svolgere prevalentemente, ma non esclusivamente, presso la sede LILA (staff meeting, supervisione psicologica, follow-up dei casi, accompagnamenti dei migranti che ne hanno necessità presso le strutture pubbliche, attività di formazione).

Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati momenti formativi interni (rivolti alla equipe del progetto e ai volontari LILA),  esterni (con coinvolgimento degli operatori del servizio pubblico e del privato sociale) e divulgativi (con coinvolgimento anche della popolazione generale). Gli eventi formativi potranno essere programmati anche fuori dall’orario di lavoro.

Le attività del Progetto si svolgeranno secondo le Standard Operating Procedures (SOPs), già messe in atto nelle edizioni precedenti del Progetto, e prevedono le seguenti figure professionali: 1 assistente sociale, 1 psicologo/a, 1 coordinatore/trice-medico/a, 3 mediatori/trici culturali e 1 amministratore/trice.

 Aree di attività dell’assistente sociale:

  • Servizio filtro di primo ascolto:
  • ascolto della richiesta;
  • prima lettura del bisogno;
  • raccolta delle informazioni necessarie alla compilazione della scheda medica e psico-sociale previa firma del modulo privacy, (dati anagrafici, posizione documentale…);
  • fornitura informazioni e orientamento al sistema dei servizi.
  • Eventuale programmazione degli accompagnamenti dei beneficiari presso i servizi del territorio.
  • Attivazione e gestione di network tematici volti a garantire l’accesso ai servizi sanitari del territorio.
  • Collaborare all’organizzazione di momenti formativi.

Tipo di contratto

  • Collaborazioni coordinate e continuative (alias “Co.Co.Co.” – ex art. 409 cpc e 2222 c.c.);
  • Incarichi professionali per soggetti con P.IVA.

Retribuzione e tempi di lavoro

Il contratto prevede una retribuzione lorda di 1200 Euro al mese, per un totale di 10 mesi (dal 01/02/2020 al 30/11/2020). È richiesta la presenza in tutte le attività del Progetto eccetto che all’ambulatorio psicologico (tre mattinate e un pomeriggio).

Requisiti specifici

  • Laurea in Servizio Sociale e abilitazione all’esercizio della professione di Assistente Sociale;
  • Esperienza professionale in ambito socio-sanitario o in organizzazioni (pubbliche o private) che si occupano di persone migranti sopravvissute a violenza sessuale e di genere e/o che vivono con HIV;
  • Buone attitudini al lavoro di teamsinterdisciplinari;
  • Comprovata conoscenza del territorio di Catania e della rete locale;
  • Abitudine a lavorare e a risolvere problemi in contesti ad alto livello di stress;
  • Patente di guida e disponibilità all’utilizzo di mezzi propri o messi a disposizione dal Progetto (requisito preferenziale ma non vincolante);
  • Capacità di utilizzo del pacchetto Office di Windows.

Compiti e responsabilità

  • Collabora con il team nell’accoglienza dei beneficiari;
  • Collabora con il team nell’ascolto dei beneficiari e nella decodifica dei bisogni;
  • Collabora con il team nella compilazione della scheda d’accoglienza;
  • Concorda con il team l’iter diagnostico-terapeutico dei beneficiari;
  • Collabora con il team nella programmazione degli accompagnamenti e/o degli invii dei beneficiari presso i servizi del territorio;
  • Attiva e gestisce il rapporto con la rete dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio;
  • Compilail database per la raccolta dei dati dei beneficiari (al corretto uso del quale è rivolta una specifica attività formativa);
  • Collabora con il team nella ideazione, progettazione, pubblicizzazione e realizzazione delle attività di formazione interne ed esterne.
  • Partecipa agli eventi formativi.

Mediatori Culturali –  Job Description.

Contesto e organizzazione del lavoro

Il Progetto Pro Access 2020 offre servizi per persone migranti che riguardano le istanze relative alla salute sessuale e riproduttiva e l’emersione del fenomeno della violenza sessuale e di genere, mediante l’offerta di consulenza medica generale, consulenza psicologica, test salivare per HIV e HCV e test di gravidanza.

Il Progetto prevede attività ambulatoriali a bassa soglia da svolgersi sia nella sede della LILA (Drop-in), due giorni alla settimana, uno duranteil mattino e uno al pomeriggio, sia presso strutture di associazioni che si occupano,a vario titolo, di fornire servizi alla popolazione migrante (Urban Area Centers), una volta alla settimana durante il mattino.

Il Progetto prevede, inoltre, uno specifico ambulatorio psicologico, da svolgersi una volta alla settimana durante il pomeriggio, per la presa in carico dei migranti con vulnerabilità psicologica dovuta ad eventuali violenze subite o alla diagnosi di HIV.

Un giorno alla settimana, durante la mattina, il Progetto prevede lavoro di team, da svolgere prevalentemente, ma non esclusivamente, presso la sede LILA (staff meeting, supervisione psicologica, follow-up dei casi, accompagnamenti dei migranti che ne hanno necessità presso le strutture pubbliche, attività di formazione).

Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati momenti formativi interni (rivolti alla equipe del progetto e ai volontari LILA),  esterni (con coinvolgimento degli operatori del servizio pubblico e del privato sociale) e divulgativi (con coinvolgimento anche della popolazione generale). Gli eventi formativi potranno essere programmati anche fuori dall’orario di lavoro

Le attività del Progetto si svolgeranno secondo le Standard Operating Procedures (SOPs), già messe in atto nelle edizioni precedenti del Progetto, e prevedono le seguenti figure professionali: 1 assistente sociale, 1 psicologo/a, 1 coordinatore/trice-medico/a, 3 mediatori/trici culturali e 1 amministratore/trice.

Aree di attività della mediazione culturale:

  •  Outreach per la promozionedelle attività del Progetto e dei servizi offerti.
  • Outreach per l’analisi dei rischi e dei bisogni della popolazione migrante.
  • Collaborazione con le diverse figure professionali durante gli interventi con i beneficiari.
  • Accompagnamento dei beneficiari presso le strutture sanitarie del territorio.

Tipo di contratto

  • Collaborazioni coordinate e continuative (alias “Co.Co.Co.” – ex art. 409 cpc e 2222 c.c.);
  • Incarichi professionali per soggetti con P.IVA.

Retribuzione e tempi di lavoro

Il contratto prevede una retribuzione lorda di 1000 Euro al mese, per un totale di 10 mesi (dal 01/02/2020 al 30/11/2020). A ciascun mediatore culturale è richiesta la presenza in tutte le attività del Progetto (tre mattinate e due pomeriggi).

Requisiti specifici

  • Esperienza professionale in ambito socio-sanitario o in organizzazioni (pubbliche o private) che si occupano di persone migranti sopravvissute a violenza sessuale e di genere e/o che vivono con HIV;
  • Buone attitudini al lavoro di teams interdisciplinari;
  • Abitudine a lavorare e a risolvere problemi in contesti ad alto livello di stress;
  • Conoscenza di almeno due lingue straniere (inglese, francese, arabo, urdu…) oltre all’italiano.
  • Patente di guida e disponibilità all’utilizzo di mezzi propri o messi a disposizione dal Progetto (requisito preferenziale ma non vincolante);
  • Capacità di utilizzo del pacchetto Office di Windows.

Compiti e responsabilità

  • accoglienza dei beneficiari;
  • mediazione linguistica e culturale nella compilazione della scheda d’accoglienza;
  • mediazione linguistica e culturale durante la visita medica e prima, durante e dopo l’esecuzione dei test diagnostici previsti dal Progetto;
  • concorda con il team la presentazione dell’iter diagnostico-terapeutico ed eventuali attività di educazione igienico-sanitaria;
  • accompagnamento dei pazienti che richiedono trattamento in struttura ospedaliera (SSN);
  • concorda con il team attività di orientamento socio-sanitario: creazione di percorsi individuali che mirano alla integrazione nel territorio, consulenza sulle norme e i diritti relativi alla tutela della salute o al soggiorno, collaborazione con i servizi territoriali pubblici e del privato sociale;
  • corretto utilizzo del database per la raccolta dei dati dei beneficiari (al corretto uso del quale è rivolta una specifica attività formativa);
  • collabora con il team nella ideazione, progettazione, pubblicizzazione e realizzazione delle attività di formazione interne ed esterne;
  • collabora con il/la medico/a nell’illustrarei metodi di prevenzione, i sintomi più comuni e le terapie necessarie;
  • distribuisce i preservativi e il materiale informativo;
  • è parte fondamentale delle attività di Outreach previste dal Progetto e, in collaborazione con il team, propone sopralluoghi di valutazione in altri siti di possibile intervento.
  • partecipa ai momenti formativi.

Assistente alla contabilità/Organizzatore/trice della formazione

Contesto e organizzazione del lavoro

Il Progetto Pro Access 2020 offre servizi per persone migranti che riguardano le istanze relative alla salute sessuale e riproduttiva e l’emersione del fenomeno della violenza sessuale e di genere, mediante l’offerta di consulenza medica generale, consulenza psicologica, test salivare per HIV e HCV e test di gravidanza.

Il Progetto prevede attività ambulatoriali a bassa soglia da svolgersi sia nella sede della LILA (Drop-in), due giorni alla settimana, uno duranteil mattino e uno al pomeriggio, sia presso strutture di associazioni che si occupano,a vario titolo, di fornire servizi alla popolazione migrante (Urban Area Centers), una volta alla settimana durante il mattino.

Il Progetto prevede, inoltre, uno specifico ambulatorio psicologico, da svolgersi una volta alla settimana durante il pomeriggio, per la presa in carico dei migranti con vulnerabilità psicologica dovuta ad eventuali violenze subite o alla diagnosi di HIV.

Un giorno alla settimana, durante la mattina, il Progetto prevede lavoro di team, da svolgere prevalentemente, ma non esclusivamente, presso la sede LILA (staff meeting, supervisione psicologica, follow-up dei casi, accompagnamenti dei migranti che ne hanno necessità presso le strutture pubbliche, attività di formazione).

Durante lo svolgimento del progetto saranno organizzati momenti formativi interni (rivolti alla equipe del progetto e ai volontari LILA),  esterni (con coinvolgimento degli operatori del servizio pubblico e del privato sociale) e divulgativi (con coinvolgimento anche della popolazione generale). Gli eventi formativi potranno essere programmati anche fuori dall’orario di lavoro

Le attività del Progetto si svolgeranno secondo le Standard Operating Procedures (SOPs), già messe in atto nelle edizioni precedenti del Progetto, e prevedono le seguenti figure professionali: 1 assistente sociale, 1 psicologo/a, 1 coordinatore/trice-medico/a, 3 mediatori/trici culturali e 1 amministratore/trice.

Aree di attività amministrativa:

 Gestione delle procedure HR;

  • Gestione di tutte le procedure finanziari previste dal Progetto;
  • Gestione di tutte le procedure amministrative previste dal Progetto;
  • Preparazione della reportistica finanziaria richiesta dal Partner-donor.

Il contratto prevede una retribuzione lorda di 1200 Euro al mese, per un totale di 10 mesi (dal 01/02/2020 al 30/11/2020).

Requisiti specifici

  • Diploma di Ragioneria o Perito Aziendale o Laurea in discipline economiche, politiche e internazionali;
  • Esperienza nel ruolo, maturata in contesti organizzativi profit o non profit;
  • Esperienza in tenuta della prima nota di cassa;
  • Esperienza nella gestione delle entrate e dei pagamenti;
  • Esperienza nella riconciliazione dei conti bancari e di cassa.
  • Buone attitudini al lavoro di teamsinterdisciplinari;
  • Abitudine a lavorare e a risolvere problemi in contesti ad alto livello di stress;
  • Patente di guida e disponibilità all’utilizzo di mezzi propri o messi a disposizione dal Progetto (requisito preferenziale ma non vincolante);
  • Capacità di utilizzo del pacchetto Office di Windows.

Compiti e responsabilità

  • Collabora con il team nella ideazione, progettazione, pubblicizzazione e realizzazione delle attività di formazione interne ed esterne;
  • Collabora una corretta manutenzione dei documenti amministrativi e contabili del Progetto, anche quella richiesta dai revisori o da eventuali donatori istituzionali;
  • Collabora una corretta gestione del denaro in cassa, dei conti correnti bancari e della relativa riconciliazione su base mensile;
  • Collabora una corretta gestione amministrativa dello staff (salari, contratti, ferie, permessi…);
  • Collabora alla preparare la reportistica finanziaria periodica (cash flow, file di rendicontazione…);
  • Collaborare con il Coordinatore del Progetto al monitoraggio del budget annuale del Progetto;
  • Collabora con il Coordinatore del Progetto durante gli audit e le visite del Partner-donor;
  • Collabora alla applicazione corretta delle procedure amministrative richieste dai donor (gestione acquisti, approvvigionamenti, stock e inventari, fatture e contabilità, etc.).
  • Partecipa agli eventi formativi
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Biglietti vincenti Lila Batte 2019

12 Dicembre 2019 by Lila Catania

Domenica 1 dicembre, durante l’asta di raccolta fondi di Lila Catania, si è svolta l’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria legata a Lila Batte 2019.

I primi tre premi sono stati gentilmente offerti dalla COOP.

1^   estratto n.  0223 (Televisore 32″)

2^   estratto n. 2479 (Bicicletta)

3^   estratto  n. 0215 (Cesto prodotti bio)

4^   estratto n. 0093 (Guanti moto Tucano offerti da Attilio Tolace)

5^   estratto n. 0205 (Tovaglietta Batik Zimbabwe)

6^   estratto n. 0746 (Zaino offerto da Proposte Ufficio, CT)

7^  estratto n. 1356 ( Papillon sartoriale in seta)

8^  estratto n. 0334 (Opera a tempera su tela dell’artista Manduba – Angola)

9^  estratto n. 2324 (due tovagliette in fibra naturali e plastica riciclata intrecciate – Angola)

10^ estratto n. 0082 (Pochette in organza offerta da Marina Ravelli)

11^ estratto n. 0749 (Coppia tovagliette  – Batik Zimbabwe)

12^ estratto n. 1359 (Batik con elefante – Zimbabwe)

 

 

                                                                                                                                                                                                                                      

 

 

 

 

 

 

 

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Lila Catania per la Giornata Mondiale contro l’AIDS 2019

28 Novembre 2019 by Lila Catania

In occasione del 1 dicembre, Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids, riportiamo di seguito le nostre iniziative:

HIV e AIDS: conoscere il nemico per imparare a neutralizzarlo
Conferenza
Quando: 29 novembre ore 8,30
Dove: Aula Magna del Policlinico Universitario (edificio 13) Via Santa Sofia 78 Catania
In collaborazione con: Associazione “La Finestra – Liberi di Scegliere”
Attività Didattica Elettiva (ADE) rivolta agli studenti di medicina dell’Università di Catania, la conferenza è curata dal Prof. Benedetto Maurizio Celesia e della LILA Catania con il prof. Luciano Nigro.
Durante l’ADE, il virus e la malattia saranno analizzati da ogni punto di vista: microbiologico, epidemiologico, patologico, sintomatologico e terapeutico.
Vi sarà anche un focus sulle ultime e più innovative strategie terapeutiche e sulla situazione della diffusione del virus nel continente africano.
wad19 catania convegno

World Aids Day 2019 – Flash Mob
Flash Mob contro la discriminazione delle persone che vivono con l’HIV
Quando: 1 dicembre ore 11.00
Dove: Reception Ospedale Garibaldi – Nesima
In collaborazione con: Azienda Ospedaliera Garibaldi Nesima, Dipartimento di Malattie Infettive – Università di Catania
Coro Doulce Mémoire di Catania diretto da Bruna d’Amico

LilaBatte
Raccolta fondi
Quando: 1 dicembre ore 17.30
Dove: Mercure Hotel, Piazza Giovanni Verga 39 – Catania
In collaborazione con: Mercure Hotel, Casa d’Aste Christie’s, Coop
Asta di raccolta fondi a sostegno delle attività di Lila Catania. DEurante l’Asta saranno estratti i numeri vincenti della Lotteria di Lila Catania
wad19 catania asta

Salute e benessere psico – sociale dei rifugiati e richiedenti asilo sopravvissuti alle violenze sessuali e di genere Progetto Pro-Access, risultati e riflessioni
Convegno
Quando: 11 dicembre ore 8.30
Dove: Aula Magna Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Università di Catania, via Vittorio Emanuele II, 49
In collaborazione con: Ordine Professionale Assistenti Sociali della Regione Sicilia, Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, Dipartimento Politiche e Servizi Sociali dell’Università di Catania e con il supporto di UNHCR
descrizione
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Filed Under: INIZIATIVE Tagged With: aids, attivismo, hiv, prevenzione, WAD2019

PrEP – Formazione Lila Catania

14 Marzo 2019 by Lila Catania

Mercoledì 20 marzo alle ore 17.30 in via Finocchiaro Aprile 160 terremo un incontro per parlare di PrEP (Profilassi pre Esposizione) rivolta a operatori e operatrici della Help Line di Lila Catania,

Vista l’attualità dell’argomento abbiamo ritenuto utile aprire questo incontro anche a quanti e quante vogliono approfondire questo tema.

Vi aspettiamo!

www.loveyourself.ph

 

 

 

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