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INIZIATIVE

LILA BATTE 2012

12 Novembre 2012 by Lila Catania Leave a Comment

Lila Batte 2012 - asta per la raccolta fondi di lila catania

GRAND HOTEL EXCELSIOR

25 NOVEMBRE 2012 –  18.00

Lila Batte è l’asta per la raccolta di Fondi per sostenere le attività della Lila di Catania.

Quest’anno abbiamo il piacere e l’onore di avere come battitore alla nostra asta Renato Pennisi, della casa d’aste internazionale Christie’s, la quale ci ha gentilmente consentito di avere un’affermato battitore per Lila Batte.

Lila Catania opera da 20 anni sul nostro territorio regionale grazie alla disponibilità di volontari che si impegnano per informare, lottare e sostenere le necessità e i diritti dei gruppi vulnerabili all’infezione da Hiv.

È collegato a Lila Batte il sorteggio che avverrà durante dell’asta. Per avere l’opportunità di vincere uno dei quindici premi messi in palio basta acquistare un biglietto del sorteggio!! Il biglietto può anche essere acquistato durante l’asta.

Ringraziamo tutti gli amici e sostenitori che hanno offerto in forma assolutamente gratuita gli oggetti e i servizi messi all’asta.

LISTA DEGLI OGGETTI MESSI ALL’ASTA


COLLANA  E ORECCHINI

CHIARA FRASCA


PENNA AURORA SMALTO GIALLO

PROPOSTE UFFICIO


3 GEL DOCCIA LENITIVI KLORANE

FARMACIA SALUS/DOTT.SSA CONTI

+ COLLANA LEGNO E PIETRE

VOLONTARIA LILA


UN TRATTAMENTO VISO DI PULIZIA
E UN MANICURE E PEDICURE ESTETICO

FGF ESTETICA


VASSOIO IN CARTAPESTA

GIOVANNA GAZZO


BORSA SURKANA

FUEGO


COLLANA IN ARGENTO E PIETRE DURE

LA MORELLA


PORTAFOGLIO PELLE ROSSA

CONTROCORRENTE


TRATTAMENTO HYDROFUSION CORPO
SCRUB + MASSAGGIO

FGF ESTETICA


CORSO FLAMENCO – 8 INCONTRI

ADIF


POLO  BIMBO 3-4 ANNI HACKETT LONDON

TANTE STORIELLINE


CESTO CREME LESSAGE

HNB ITALIA


LUME IN CERAMICA

ROMANUIK


SCATOLA UMIDOR + CARTE DA GIOCO E FICHES

PROPOSTE UFFICIO


TAPPETO LIMONI 180 cm. x 130 cm.

LILA


COLLANA PIETRE DURE

PINA GAZZO


3 MAGLIETTE ANDRÈ DE LA ROCHE XS-S-M

VESTIDANZA


TRATTAMENTO VISO PER PELLI MACCHIATE

FGF ESTETICA


SCIARPA A QUADRI

ETHIC


SCIARPA SETA COLLEZIONE 2013

EUGENIO VAZZANO


ABITO TRAPEZIO SARTORIALE SU MISURA

SARTORIAL ART


PORTACARAMELLE IN CRISTALLO

VOLONTARIA LILA


COPPA IN LIMOGES

VOLONTARIA LILA


COPPA IN LIMOGES

SET SPAZZAMOLLICHE IN SILVER

VOLONTARIA LILA


VALIGIA RIGIDA 48 ORE SAMSONITE

VOLONTARIA LILA


GIUBOTTO ECOMONTONE REVERSIBILE

VOLONTARIA LILA


LAMPADA DA TAVOLO ANNI 50

GIOVANNI GUGLIOTTA


VASSOIO POSTA IN SHEFFIELD

AVOLIO


COLLANA TANZANIA

VOLONTARIA LILA


CORSO ETNIC GYM – 8 INCONTRI

ADIF


COLLANE DI SEMI E BRACCIALI IN LEGNO ZIMBABWANI

VOLONTARIA LILA


2 PERNOTTAMENTI x 2 PERSONE WEEK END

HOTEL GUTKOWSKI


BATIK ZIMBABWANO ORIGINALE

VOLONTARIA LILA


STAMPA PESCE CON CORNICE

FECAROTTA


TRATTAMENTO LEVIGANTE LABBRA
TRATTAMENTO RIEMPI RUGHE
SPRAY DINAMIZZANTE VISO
GEL CONFORT STRUCCANTE VISO

FGF ESTETICA


CUSCINO LANA E  SETA COLLEZIONE CASA 2013

EUGENIO VAZZANO


MAGLIA MORENO MARTINELLI

PAPINI


PULIZIA ORALE E SBIANCAMENTO PROFESSIONALE

DENTISTA DOTT. GAETANO FLORIO


OLIO SU TELA

ARTISTA ANTONIO RECCA


BORSA DONNA GRABS

CANTIERI


STAMPA PESCE CON CORNICE

FECAROTTA

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PEPI, LUCI, BOM E LE ALTRE RAGAZZE DEL MUCCHIO – CIAK SI LILA 2012

25 Ottobre 2012 by Lila Catania Leave a Comment

Lunedì 29 ottobre 2012 Cinema KING ore 18.30 – 20.30 -22.30

 Ultima serata della rassegna CiaksiLILA 2012, organizzata dalla LILA insieme al collettivo “Lupus” della Facoltà di Medicina.

“Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio”

di Pedro Almodóvar

Umorismo scatologico, linguaggio sboccato, esilaranti scene di sesso, eppure l’esordio di Pedro Almodóvar riesce a non essere mai volgare.
I disegni, dai colori accesi, dei titoli di testa introducono una tragressività che non si prende sul serio, ma è tutta all’insegna di una miscela di “sesso, droga e rock’n’roll” grottesca e fumettistica. Sono passati cinque anni dallo strepitoso successo di The Rocky Horror Picture Show, e nel film di Almodóvar, già dai primissimi minuti, sembra di respirare un’atmosfera simile: complice la voce femminile, stridula e leziosa, che ricorda quella di Columbia nel cult di Jim Sharman. Chiaramente il film spagnolo non ha i mezzi e non possiede ancora la maturità stilistica per competere con il suo antenato britannico. Eppure, in qualche modo, racchiude perfettamente l’umore di un’epoca, precorrendola e rappresentandola allo stesso tempo.

La trama è molto esile e sfacciatamente sconclusionata. Pepi (Carmen Maura) è una pseudo-scrittrice di racconti che, nel loro impianto assurdo, richiamano con intento meta-cinematografico il film stesso. Un giorno viene minacciata da un poliziotto maschilista e prepotente, che accetta di non denunciarla per la coltivazione di pianticelle di marijuana in cambio di un rapporto sessuale. Lei gli propone di essere sodomizzata, ma il poliziotto preferisce un amplesso convenzionale e «faccia a faccia». Così Pepi decide di vendicarsi. Prima chiede ai suoi amici rockettari di bastonare il poliziotto: ma quelli si sbagliano, e pestano il suo fratello gemello. Poi chiede all’amica lesbo-punk Bom di sedurre la moglie, e questa, del tutto inaspettatamente, si rivela una masochista che non pone nessun limite al desiderio di soffrire.

In nuce troviamo molte tematiche care ad Almodóvar. Il tema del doppio viene qui rappresentato alla lettera con i due gemelli, ma è ancora scevro dalle connotazioni metaforiche che assumerà in opere più mature. Con la stessa scanzonata leggerezza viene affrontata l’omosessualità: qui intesa come pura trasgressione, in antitesi con la morale borghese altrettanto macchiettistica. Si è lontani dal rigurgito di rabbia e orgoglio con cui Agrado rivendicherà la propria natura transgender, nel capolavoro Tutto su mia madre. Più che attorno all’omosessualità, infatti, Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio ruota attorno alle perversioni sessuali: nella scena più esplicita e scandalosa, Bom urina in faccia a Luci, visibilmente eccitata. Il trash viene sdoganato, e diventa colore. Come negli spot demenziali delle mutande “Ponte”, che si rivelano preziose per qualsiasi circostanza imprevista.

La cifra almodovariana emerge soprattutto dal gusto kitsch che imbeve le decorazioni degli interni, l’abbigliamento dei personaggi femminili, l’esubero dei nonsense nei dialoghi, che quasi richiamano il Teatro dell’Assurdo. L’impianto teatrale è evidente, del resto, anche nella staticità delle gag e nella netta preponderanza degli interni rispetto agli esterni: Madrid viene solo indovinata in scorci piuttosto impersonali, come il cavalcavia su cui scherzano Pepi e Bom nella scena finale.

In sintonia con la scenografia kitsch, i personaggi sono macchie di colore. Non esistono buoni e cattivi, ma trasgressivi e repressi, e l’evoluzione dei repressi consiste nel diventare trasgressivi. Quasi un happy end che non ha nulla di fiabesco, in un “anti-fiaba” che di conosciuto conserva solo la scansione in capitoli, grazie a titoletti ironici che inframmezzano situazioni decisamente scabrose per l’epoca. È singolare che in un quadro simile – dove il personaggio più puro si rivela il più perverso – la nudità non venga mai rivelata e l’eroina sia etero, attraente e, rispetto ai suoi amici, meno disinibita. Forse persino Almodóvar non voleva infrangere tutti i tabù, e preferiva che l’identificazione del pubblico fosse veicolata da un personaggio che trattenesse in sé qualcosa di convenzionale.

Quasi una pruderie dell’osceno, verrebbe da dire. Che non inficia l’originalità del film, ma in qualche modo ridimensiona gli eccessi. Perché, nonostante l’umorismo scatologico, il film di Almodóvar riesce a non essere mai volgare. Un’inedita grazia camp tiene insieme le gag e fa perdonare la frammentarietà del copione, riflettendo malinconicamente lo spaesamento della movida femminista e post-franchista, e offrendo spunti di riflessione che vanno al di là del mero bozzetto bohémien.

 

Sentieri selvaggi

http://www.sentieriselvaggi.it/166/40779/%E2%80%9CPepi,_Luci,_Bom_e_le_altre_ragazze_del_mucchio%E2%80%9D,_di_Pedro_Almod%C3%B3var.htm

 

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NOTTI SELVAGGE – CIAK SI LILA 2012

11 Ottobre 2012 by Lila Catania Leave a Comment

Lunedì 15 ottobre 2012 al Cinema King – Rassegna CiaksiLILA 2012

Notti Selvagge (Les Nuits Fauves) di C. Collard

Notti selvagge è il settimo film della rassegna Ciak si LILA 2012, che la nostra associazione ha organizzato insieme al Collettivo “Lupus” degli studenti della Facoltà di Medicina dell’Università di Catania.

È l’unico film di questa  rassegna, dedicata soprattutto alle sostanze, che parla di AIDS; in questo film le sostanze fanno da sfondo e compagnia alla diversità ed alla impossibilità di vivere.

È un film controverso, ambientato negli anni ’80, quando di AIDS si moriva ma quando paradossalmente di AIDS si viveva. Oggi le persone affette dall’infezione da HIV non muoiono, ma paradossalmente alcune volte non riescono a vivere e spesso a convivere con l’infezione. Colpa dello stigma e della discriminazione di cui ancora oggi sono vittime le persone affette dall’infezione.

Tratto da un romanzo dello stesso Collard, qui esordiente nel lungometraggio dopo aver diretto alcuni corti e un telefilm, il film è all’insegna di una patologica bulimia, il culto dell’eccesso anche nella recitazione, il narcisismo esibizionista, il gusto dell’ibridazione, evidente anche nel commento musicale dove il rock s’alterna con canti gitani e arabi.

A Parigi, alla metà degli anni ’80, il cineoperatore bisessuale Jean  amoreggia con la diciottenne Laura, senza dirle subito di essere sieropositivo, e con il rugbista Samy.

Collard (1957-93) morì di Aids 4 giorni prima che il film vincesse 4 premi César: miglior film, miglior opera prima, migliore promessa (Bohringer) e montaggio.

All’epoca i censori italiani che l’hanno tagliato e proibito ai minori di 18 anni non hanno capito il suo forsennato romanticismo che verso l’epilogo diventa persino edificante nella sua urlata voglia di vita (dal Morandini)

Di seguito trovate alcuni commetti del periodo  al film.

(Mauro Conciatori, Zabriskiepoint online). Uno dei film più “tesi e pesi” degli ultimi decenni. Un melò durissimo sulla vita e sulla morte che non si dileggia in inutili dissertazioni ma va sempre al cuore del problema… Al cuore e ai sentimenti che compongono le nostre vite come quelle dei disperati e dissennati protagonisti del film. Dissennati ma che amano anche follemente la vita e in quest’ultimi “respiri” della stessa danno tutto pur di goderne di ogni più piccola sfumatura… Un dramma. Ma anche un inno alla vita. Si… Un inno ad un vita vissuta in fretta e che si vuole “vivere in fretta” perché davanti si ha un “tempo limite” che non da nessuna eternità: lo spauracchio dell’AIDS non congela la vita del protagonista ma lo sprona come non mai ad assaporare ogni più piccola stilla dell’esistenza…

Una malattia che non perdona, almeno nei primi anni ’90, anni in cui fu realizzato il film. Una malattia che non lascia scampo e fa cadere l’essere umano in uno stato catatonico mentale e che porta al lento disfacimento fisico. Una malattia che è lo specchio del nostro secolo, subdola e meschina frutto della promiscuità sessuale e della poca cultura che esiste sul sesso e suoi sui derivati. Ma in Les nuits fauves questo aspetto è messo a latere. La cosa più importante è questo senso disperato, immenso di vivere senza pensare più alle conseguenze. Non farsi “seghe mentali” sul domani ma vivere il presente per quello che è, in ogni modo e ogni luogo. Quindi scevri da pudori, bugie, meschinità.

Un disperato bisogno di “riprendersi” quella vitalità che a lungo ha congelato i sentimenti e le emozioni e se ciò vuol dire vivere al massimo e al limite la vita non fa nulla, ben venga. I “danni collaterali” son nulla in confronto a quello che dietro alla porta ci aspetta…

Il film di Cyrille Collard è un film fatto “di pancia”, con le emozioni che strabordano dalla pellicola come un fiume in piena. Emozioni vere da far apparire il film quasi un docudrama (e in parte lo è anche perché parlano della vita dello stesso Collard, che sarebbe morto subito dopo la fine del film) in tutta la sua durezza e la sua sincerità cruda

Un film unico che ha avuto il coraggio di parlare per primo di uno dei mali del nostro periodo. Ma senza enfasi e senza pudore solo per quello che è questo male terribile… Un grande film (forse sopravvalutato) da non perdere….( http://www.zabriskiepoint.net/node/6881 )

(Vincenzo Patane , A qualcuno piace gay, Editore Babilonia).  E’ il primo film sull’Aids girato da un regista colpito dalla malattia. Cyril Collard è morto non molto tempo dopo l’uscita, che ottenne un clamoroso successo di critica e di pubblico; così la sua opera prima (in precedenza aveva girato solo qualche mediometraggio, tra cui il delizioso Alger la blanche) è divenuto il suo testamento artistico. Collard lo sapeva. Per questo ha girato un film fortemente autobiografico, che, per quanto non privo di difetti, sa essere autentico e riesce a coinvolgere con forza emozionalmente lo spettatore. Notti selvagge emoziona perché è duro, a volte persino sgradevole, nella corsa di Jean verso l’autodistruzione; è crudo e freddo quando tratta con distacco e persino tatto l’Aids; è fastidioso nel descrivere le crisi isteriche che attanagliano Laura; è cinico nella scena del primo rapporto con Laura (ma bisogna ricordare che il film è ambientato alla metà degli anni Ottanta quando l’Aids faceva meno paura di ora). Ma sa essere anche poetico, a volte perfino retorico, nel suo urlare l’assurdità del male e nello stesso tempo il desiderio di vivere intensamente la vita fino all’ultimo, come Jean dice alla fine: “Sono vivo. Forse morirò di Aids, ma ora sono dentro la vita”. In realtà non è solo Jean/Cyril, ma tutto il film a grondare di una debordante vitalità (anche se questo non significa che sia naïf, come pure può sembrare ad una visione superficiale): appare fatto in corsa, quasi ansimante, da chi ha fretta ed è ingordo della vita in ogni sua forma e del cinema stesso come mezzo per trasmettere questa vorace energia. E la stessa cinepresa, a volte usata quasi con aggressività, appare scossa da un flusso frenetico, si muove senza posa, come quando racconta – senza dare giudizi ma limitandosi ad osservare – il sesso sui lungosenna, scivolando sui corpi, con un sottofondo di fremiti e mormorii. D’altra parte, è proprio il sesso a scandire ritmicamente i momenti cardine della storia: in Marocco, con Laura, col possente Samy e sui lungosenna, dove raggiunge i suoi momenti più hard e disperati, e dove sembra essere l’unica forza di quei corpi senza identità.

(Alice Burla, Effetto notte online).  ” I nati sotto il segno del Sagittario vogliono essere sempre in un posto diverso da quello in cui si trovano”… Dal Marocco a Parigi al Brasile…. Questi i luoghi in cui si sviluppano gli eventi principali. Jean è un operatore cine-televisivo che osserva e registra il mondo attraverso l’occhio della sua videocamera a spalla. Mosso dall’impeto di vivere passioni sempre diverse, con corpi che lo svuotino del suo pieno o riempiano il vuoto che gli resta, egli conosce Laura, una diciassettenne dall’aspetto semplice e tranquillo. Tra loro si stabilisce una strana relazione, che vede alternarsi tenerezza e momenti in cui il sesso raggiunge una tale intensità da far dimenticare alla giovane la malattia che “distrugge” il suo ragazzo.

Jean scopre infatti di avere l’AIDS, ma questo non impedisce a Laura di abbandonarlo; al contrario gli si attacca morbosamente, lo assilla notte e giorno con interminabili telefonate che si esauriscono in conversazioni con la segreteria telefonica. Una storia d’amore atipica e snervante: Jean che non riesce a dedicarsi unicamente alla propria ragazza, quindi a vincere la sua bisessualità, Laura che non accetta di essere una dei/delle tanti partner, che non crede alla doppia faccia dell’amore e alla quale non resta che cedere all’isteria.

Le immagini si susseguono spesso vorticosamente, ritagliate da una macchina da presa che cerca di catturare i protagonisti mentre scappano da un luogo all’altro, mentre si ritirano nella solitudine delle loro stanze o si inseguono tra i sobborghi di una Parigi notturna, squallida e sporca.

Un ritratto della frenesia dell’esistenza, o forse soltanto messa in scena di quella frenesia interiore che prova Jean, così innamorato di una vita che sente lentamente e inevitabilmente sfuggirgli.

” Ed io non riesco a pensare a nient’altro che a me. Sono fatto di pezzi di me stesso buttati qua e là e poi rimessi insieme disordinatamente. A volte mi chiedo chi mi ha contagiato, ma non ce l’ho con nessuno. Vedo solo dei visi confusi, subito rimpiazzati dall’immagine del virus”. Inizialmente non riesce ad accettare la sua malattia, viene continuamente travolto dagli eventi senza essere in grado di prendere decisioni definitive, ma alla fine, un viaggio e un grido catartico, immediatamente spazzato via dal vento in mezzo al deserto, riportano “la quiete dopo la tempesta”. Laura, rimasta immune dal contagio, è riuscita a rifarsi una vita con un altro uomo, mentre Jean si trasferisce in Brasile: l’atmosfera sembra più calma, i colori caldi contrastano quelli freddi delle sequenze parigine, mentre un vento leggero e un silenzio rilassante lasciano spazio ai pensieri del protagonista e alla sua rassegnazione verso quel futuro inevitabile.

Collard ha raccontato l’AIDS senza ricorrere a quei toni mielosi o pietosi che si usano assumere nei confronti del malato, parlando esattamente dal punto di vista della “vittima”: ecco allora che questi toni diventano alcune volte duri e arrabbiati, altre aspri e disperati.

 La malattia, quindi, vista dall’occhio del malato. Il mondo (ri)visto da chi non vuole abbandonarlo.

” Sono vivo. Il mondo non è solo una cosa messa là al di fuori di me. Io ne faccio parte, mi è offerto. Forse morirò di AIDS, ma quella non sarà la mia vita. Questa è la mia vita. Sono vivo!”.

Collard sta per morire e proprio per questo si sente urgentemente spinto a portare in scena la sua vita, le sue emozioni e il suo amore per Laura e Samy.

Soltanto alla fine lo spettatore scopre la veridicità del racconto, che Jean è l’alter ego di Collard, che questa storia è la sua storia: da qui lo spiazzamento dell’osservatore che improvvisamente rivisita il tutto con uno sguardo diverso, stupito e velato dalla tragedia.

Non è una novità che il cinema narri il lento percorso del protagonista verso gli inferi, ma Le Notti Selvagge si distingue perché autobiografico, perché autore ed attore coincidono e perché l’immanenza della morte viene suggerita sottilmente senza rimorsi, rimpianti o moralismi.

Un film che può benissimo rientrare tra i “cult” per la sua eccezionalità, per il suo essere contemporaneamente opera prima ed ultima che il regista francese ha potuto realizzare.

Un film che è stato riconosciuto dalla critica con quattro Césars: Miglior Film Francese, Migliore Opera Prima, Miglior Montaggio e Miglior Attrice Protagonista Esordiente (Romane Bohringer). Peccato però che la premiazione abbia avuto luogo quando Collard se ne era andato da appena settantadue.

(http://www.effettonotteonline.com/news/index.php?option=com_content&task=view&id=1017&Itemid=25)

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Ciak si LILA – rassegna film settembre-ottobre 2012

29 Agosto 2012 by Lila Catania Leave a Comment

 

ARENA ARGENTINA:

  • Lunedì 3 – BIRD, di Clint Eastwood, Con Forest Whitaker, Diane Venora; Usa 1988; 2h e 40 min.; Spettacolo unico ore 21
  • Lunedì 10 – L’UOMO DAL BRACCIO D’ORO, di Otto Preminger, con Frank Sinatra, Kim Novak, Darren McGavin; Usa 1955; 2h; ore 20,30 – 22,40
  • Lunedì 17 – L’ODIO, di Mathieu Kassovitz, con Vincent Cassell; Francia 1995; 1h e 35 min.; Presentato al Festival di Cannes; ore 20,30 – 22,30
  • Lunedì 24 – L’ERBA DI GRACE, di Nigel Cole, Con Leslie Phillips, Brenda Blethyn, Craig Ferguson; G.B. 2000; 1h e 30 min. ore 20,30 – 22,30

CINEMA KING:

  • Lunedì 1 – MY NAME IS JOE, di Ken Loach, con Peter Mullan; G.B. 1998; 1h e 45 min.; ore 18 – 20:30 – 22:30
  • Lunedì 8 – MARIA FULL OF GRACE, di Joshua Marston, con Catalina Sandino Moreno; Usa/Colombia 2004; 1h e 41 min.; ore 18 – 20:30 – 22:30
  • Lunedì 15 – NOTTI SELVAGGE, di e con Cyril Collard; Francia 1992; 2h e 6 min.; ore 18 – 20:20 – 22.40
  • Lunedì 22 – REQUIEM FOR A DREAM, di Darren Aronofsky, con Ellen Burstyn, Jennifer Connelly; Usa 2000; 1h e 41 min.; ore 18 – 20:30 – 22:30
  • Lunedì 29 – PEPI, LUCI, BOM E LE ALTRE RAGAZZE DEL MUCCHIO,  di Pedro Almodovar, con Carmen Maura; Spagna 1980; 1h e 22 min.; ore 18 – 20:30 – 22:30
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HELP LINE LILA CATANIA – Il servizio riprende dopo la pausa estiva il 5 settembre.

26 Luglio 2012 by Lila Catania Leave a Comment

 

HELP LINE LILA CATANIA – Il servizio riprende dopo la pausa estiva il 5 settembre.

 

 

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DIRETTIVO ALLARGATO

25 Giugno 2012 by Lila Catania Leave a Comment

MERCOLEDÌ 27 GIUGNO ORE 18

presso

Lila Catania

Via G. Sanfilippo 10
95123 – Catania

 

Il direttivo allargato è l’incontro settimanale con i soci volontari a cui può prendere parte chiunque voglia avvicinarsi alla Lila di catania. È un modo per conoscersi reciprocamente e per entrare da subito nel pieno della vita della nostra associazione. Quindi benvenuti a tutti coloro che desiderano iniziare a far parte della Lila di Catania.

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REPORT

25 Giugno 2012 by Lila Catania Leave a Comment

lilacatania logo

REPORT FORMAZIONE NAZIONALE TENUTA  A LAMEZIA TERME
RAPPORTI CON LE CASE FARMACEUTICHE

VENERDI’ 22 GIUGNO ORE 17,30

presso

Lila Catania

Via G. Sanfilippo 10
95123 – Catania

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DIRETTIVO ALLARGATO

14 Giugno 2012 by Lila Catania Leave a Comment

lilacatania logo

MERCOLEDI’ 20 GIUGNO ORE 18

presso

Lila Catania

Via G. Sanfilippo 10
95123 – Catania

 

Il direttivo allargato è l’incontro settimanale con i soci volontari a cui può prendere parte chiunque voglia avvicinarsi alla Lila di catania. È un modo per conoscersi reciprocamente e per entrare da subito nel pieno della vita della nostra associazione. Quindi benvenuti a tutti coloro che desiderano iniziare a far parte della Lila di Catania.

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FORMAZIONE | Teorie negazioniste

14 Giugno 2012 by Lila Catania Leave a Comment

Venerdì 15 giugno – ore 17.30

Incontro sulle teorie negazioniste

 

presso
Lila Catania
Via G. Sanfilippo 10
95123 – Catania

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DIRETTIVO ALLARGATO

14 Giugno 2012 by Lila Catania Leave a Comment

lilacatania logo

MERCOLEDI’ 13 GIUGNO ORE 18.00

presso

Lila Catania

Via G. Sanfilippo 10
95123 – Catania

 

Il direttivo allargato è l’incontro settimanale con i soci volontari a cui può prendere parte chiunque voglia avvicinarsi alla Lila di catania. È un modo per conoscersi reciprocamente e per entrare da subito nel pieno della vita della nostra associazione. Quindi benvenuti a tutti coloro che desiderano iniziare a far parte della Lila di Catania.

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